Grosso giro di usura tra Roma e Napoli: tassi fino al 120%. Soldi ‘ripuliti’ nella lavanderia della banda

Quattro arresti per prestiti usurai e riciclaggio. Imprenditori in difficoltà costretti a firmare assegni in bianco e pagare debiti fuori controllo. Sequestrati 800mila euro tra soldi e titoli

Roma, 23 novembre 2023 – Scoperto un vasto giro di usura tra Roma e Napoli: quatto persone arrestate e sequestrato beni e somme di denaro per 320mila euro. Le manette sono scattate questa mattina con l’accusa di usura e riciclaggio: uno dei complici è finito in carcere, gli altri tre sono ai domiciliari. Altri 480mila euro, tra contatti e titoli, erano già stati confiscati durante le indagini. Ecco cosa hanno scoperto i finanzieri capitolini.

Scoperto vasto giro di usura tra Roma e Napoli
Scoperto vasto giro di usura tra Roma e Napoli

Tassi fino al 120%

Il provvedimento arriva alla conclusione di lunghe e articolate indagini. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i quattro arrestati avrebbero effettuato prestiti di denaro a numerose vittime –tutte imprenditori o liberi professionisti in difficoltà economiche – applicando tassi di interesse annui variabili dal 50 al 120 per cento.

Assegni in bianco

Il meccanismo usurario era principalmente fondato sull'utilizzo di assegni bancari, solitamente di importo non elevato, che gli indagati avrebbero fatto emettere in anticipo alle presunte vittime senza l'indicazione del beneficiario. 

Gli assegni avevano la funzione sia di strumento di “garanzia” sul prestito erogato in contanti, sia come mezzo di restituzione del debito stesso. In questo modo, gli indagati avevano la costante disponibilità di un consistente numero di titoli di credito in grado di alimentare il flusso di denaro illecito e di eludere il monitoraggio bancario.

Soldi ‘ripuliti’ in lavanderia

Nel corso delle indagini, sono stati già sottoposti a sequestro oltre 110mila euro in banconote di piccolo taglio, assegni in bianco per circa 370mila euro e documentazione riportante la contabilità delle somme prestate, i nominativi delle presunte vittime e i relativi piani di ammortamento. Gli investigatori hanno ricostruito un grosso giro di prestiti a tassi usurari di ingentissimi entità, i cui proventi sarebbero stati in parte riciclati tramite il loro versamento su conti correnti di un'attività imprenditoriale di lavanderia, gestita da uno degli indagati.

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