Venerdì 21 Giugno 2024

Ostia antica, scoperti oggetti e ceramiche dell’età imperiale nell’Area sacra

Il ritrovamento in un pozzo pieno d’acqua davanti alla scalinata del tempio di Ercole. Gli oggetti sono databili tra la fine del I e il II secolo d.C. ed erano legati ai rituali del culto

Uno degli oggetti rinvenuti del Parco archeologico di Ostia antica durante alcuni scavi (foto dal sito del parco)

Uno degli oggetti rinvenuti del Parco archeologico di Ostia antica durante alcuni scavi (foto dal sito del parco)

Roma, 5 giugno 2024 – Gli scavi del Parco archeologico di Ostia antica restituiscono nuovi frammenti di oggetti utilizzati nella vita imperiale e legati ai rituali del culto. La scoperta è avvenuta durante lo svuotamento di un pozzo, posto davanti alla scalinata del tempio di Ercole, profondo circa 3 metri e ancora pieno d'acqua. Da qui emersa una cospicua quantità di reperti databili in gran parte tra la fine del I e il II secolo d.C., molto ben conservati in quanto immersi in un fango povero d'ossigeno. Si tratta di ceramiche di varia tipologia, anche miniaturistiche; di lucerne, di frammenti di contenitori in vetro, lacerti di marmo, ossa animali combuste e noccioli di pesca, sicuramente utilizzati in specifici rituali sacri all'interno dell'area archeologica.

Il ritrovamento di ossa combuste conferma in primo luogo lo svolgimento nel santuario di sacrifici animali (maiali e bovini, certamente), mentre le ceramiche comuni, anch'esse recanti tracce di fuoco, indicano che la carne veniva cotta e consumata durante i banchetti in onore della divinità. I resti di uno o più pasti rituali furono gettati nel pozzo, gli ultimi verosimilmente quando se ne era ormai dismessa la funzione.

Fra i reperti più significativi rinvenuti c'è un oggetto in legno lavorato, a forma di imbuto o di calice, non comune e incredibilmente moderno, la cui funzione è ancora da chiarire. Oltre al calice-imbuto, decorato con una serie di leggere incisioni e cerchi concentrici all'interno (in prossimità del foro che lo attraversa), sono stati recuperati altri reperti dotati di modanature "a incastro" e costolature esterne, che fanno pensare a innesti reciproci e che sono complessivamente riferibili a un elemento cilindrico vagamente simile a un tubolo.

I nuovi reperti sono stati rinvenuti nell'Area Sacra nel corso di un recente intervento, attuato con fondi Cipe, e finalizzato alla risistemazione generale dell'area per la sua prossima riapertura al pubblico con il restauro dei templi e il ripristino delle canalizzazioni che garantivano lo smaltimento delle acque meteoriche.

"Ostia antica è una meraviglia. Rappresenta uno dei più importanti siti archeologici della nostra Nazione, all'interno del quale ci sono grandi valori e soprattutto c'è una grande storia, la storia dell'antica Roma. In questo momento in Italia sono attivi tantissimi scavi – ha dichiarato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano –. In Legge di Bilancio, abbiamo voluto rifinanziare le attività di scavo perché, coerentemente con l'articolo 9 della Costituzione, c'è da tutelare ma anche da valorizzare. Faccio i complimenti a chi sta lavorando a questi scavi e a chi consente di riportare alla luce testimonianze molto importanti, che sono la geografia identitaria della nostra Nazione".