Mercoledì 24 Aprile 2024

Duplice omicidio a Cisterna, le minacce di Sodano in chat: “Farò una strage”

“Servirà l’esercito per fermarmi”, aveva scritto il 27enne Christian Sodano all’ex fidanzata Desyrée Amato, sfuggita alla morte scappando da una finestra. Uccise a colpi di pistola la madre e la sorella a Cisterna di Latina

Roma, 18 febbraio 2024 – “Servirà l'esercito per fermarmi: farò una strage. Ti farò tanto male. Vedrai quanto posso essere cattivo”. Sono i messaggi di minaccia che il finanziere 27enne Christian Sodano inviava alla sua ex fidanzata Desyrée Amato, sfuggita alla sua furia omicida.

Parole violente inviate in chat pochi giorni prima del duplice femminicidio di Cisterna di Latina, dove martedì scorso il finanziere ha ucciso a colpi di pistola la 46enne Nicoletta Zomparelli e la 19enne Renèe Amato, mamma e la sorella di Desyrée.

Messaggi di stalking con cui il 27enne annunciava di “volere fare una strage”, come riportato dal Corriere. E che ora potrebbero spingere i giudici ad ipotizzare l’aggravante della premeditazione

Duplice femminicidio

La tragedia è avvenuta martedì pomeriggio, il 13 febbraio, nella villetta di via Monte Lepini. Prima una lite, poi gli spari. A fare scattare la furia omicida del giovane maresciallo sarebbe stata la scelta della ragazza di interrompere quella relazione durata solo pochi mesi, tant’è che quel pomeriggio lei gli avrebbe restituito l’anello di fidanzamento.  Sono 9 i colpi sparati dall’ex fidanzato: prima contro Nicoletta Zomparelli e Renèe Amato – la mamma 46enne e la sorella 19enne di Desyrée, uccise mentre cercavano di fermarlo – e poi mentre sfondava la porta del bagno dove si era rifugiata l’ex fidanzata. E alla fine è riuscita a scappare dalla finestra del bagno. 

Stalking in chat: ecco cosa ha scritto

Messaggi terribil che la ragazza, evidentemente spaventata, aveva inoltrato all’amica. Una strage ‘annunciata’, come quasi sempre accade prima di un femminicidio. Indizi pesantissimi quelli rivelati dal Corriere: una serie di messaggi in chat che suonano come una condanna a morte. “Sei una falsa, devi soffrire quanto ho sofferto io. Ti farò tanto male, fosse l'ultima cosa che faccio. Non me ne frega più niente”, aveva scritto Sodano a Desyrée.

Servirà l'esercito per fermarmi, farò una strage. Vedrai quanto posso essere cattivo”, scriveva il 27enne pochi giorni prima del duplice omicidio.

Sodano: "Ti farò tanto male”

Messaggio dopo messaggio, il tono delle comunicazioni era sempre più aggressivo. “Sei una falsa – scriveva il 27enne rivolgendosi alla sua ex – devi soffrire quanto ho sofferto io. Ti farò tanto male, fosse l'ultima cosa che faccio. Non me ne frega più niente”.

Le minacce di morte

La ragazza scampata alla strage aveva provato a ‘calmare’ Sodano, che in un messaggio era perfino arrivato ad inviare la foto della sua mano con le nocche sanguinanti per un pugno sferrato contro un muro. “Devi stare calmo”, gli aveva riposto Desyrée: “Fai sempre così, ma quando cresci?”. E il finanziere replicava: “È tutta colpa tua, ormai mi posso anche togliere la vita. Non sono Dio per giudicare una persona, ma visto che Dio mi ha tolto quelle più care, ne porterò anche io a Dio. E ne porterò molte”.

La condanna: "Domani mi divertirò io”

Vessazioni violente a cui la ragazza, che era stanca del controllo ossessivo di Sodano – due settimane prima era stata mamma Nicoletta a convincere la figlia a non lasciarlo – e che evidentemente temeva qualcosa di grave. “Ma cosa ti ho fatto?”, aveva scritto disperata Desyrée. E la risposta è stata drammatica: “Male. Non immagini quanto. Tranquilla, domani mi divertirò io per bene. Ti piace farmi soffrire? Perfetto”. E poi la ‘condanna’ a morte: “Ti giuro, per tutto il male che mi stai facendo, te ne farò veramente tanto”.

Arresto convalidato 

Dopo l’omicidio di madre e figlia, Sodano era fuggito in auto a tutta velocità, mentre l’ex fidanzata correva tra i campi cercando di salvarsi la vita. Una pattuglia dei carabinieri lo ha fermato per un controllo, senza sapere cosa fosse accaduto nella casa degli orrori.

Ai militari aveva detto di essere un collega della Guardia di Finanza, per poi allontanarsi con il solo invito a moderare la velocità. Una circostanza che ha indotto il gip a ritenere concreto il pericolo di fuga e a considerare la custodia cautelare in carcere come l'unica misura adeguata alla posizione del 27enne.

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