Expo 2030, Roma è ottimista: “Partita ancora aperta”. Domani il voto finale a Parigi

Tre candidature forti sul piatto, ma l’avversaria più temuta è Riad. Ecco cosa succederà il 28 novembre al Bie: come si vota e chi può farlo. I punti di forza dell’Italia e cosa offrono i competitor

Roma, 27 novembre 2023 – Expo 2030, si avvicina il verdetto finale. È domani la giornata decisiva per eleggere la città che accoglierà l’Esposizione internazionale, sul piatto la candidatura di Roma, Busan (Corea del Sud) e Riad (Arabia saudita), la rivale più temuta. Si vota a Parigi martedì 28 novembre e il verdetto arriverà intorno alle 17.

Gualtieri: “La partita è aperta"

L’Arabia Saudita è la super favorita con 90 voti possibili per Riad su 182 delegati ammessi alla votazione, mentre Roma potrebbe fermarsi a 50. Ma non è ancora detta l’ultima parola. “Mi sembra che la partita sia aperta – annuncia il sindaco capitolino Roberto Gualtieri – ho la sensazione che ci sia un moto di simpatia nei confronti della candidatura di Roma a Expo 2030 che sta crescendo molto nelle ultime settimane”.

L’Italia non si perde d’animo e, proprio in queste ore, si stanno moltiplicando gli appelli per colmare il divario tra le due città. La macchina della diplomazia – il vero ago della bilancia – è al lavoro per portare a casa il grande risultato. A fare la differenza saranno anche gli sponsor privati. Ecco cosa succederà domani a Parigi.

Cosa succederà domani a Parigi

Grande assente sarà la premier Giorgia Meloni: a rappresentare l’Italia per l’endorsement finale in vista del voto ha infatti delegato il ministro Andrea Abodi (Sport). Il sindaco Gualtieri arriverà in mattinata al ‘Palais des Congrès d’Issy’ – sede della 173esima Assemblea generale del Bie (Bureau International des Expositions) – per l’ultima presentazione del progetto ‘People and territories’.

Come si vota

Ognuna delle quattro città candidate avrà 20 minuti per presentare nuovamente i progetti, poi i delegati di 182 Paesi esprimeranno la propria preferenza con il voto elettronico. Quattro i pulsanti: uno per ogni città più quello per l’eventuale astensione. Il pulsante numero 2 è quello assegnato a Roma. Oggi il Comitato ristretto per la candidatura dell’Italia si incontra per fare il punto sugli scenari possibili.

Busan punta sull’automotive

Busan punta su tecnologia e automotive. I delegati e i leader aziendali sudcoreani, guidati dal primo ministro Han Duck-Soo, sono impegnati a Parigi nella lobbying dell’ultimo minuto per rafforzare la candidatura di Busan alla vigilia del voto che domani deciderà la scelta. Lo scrive oggi l'agenzia di stampa Yonhap.

In questi giorni il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol ha soggiornato nella Ville Lumière per le trattative diplomatiche in vista del voto, venerdì è intervenuto davanti a 500 ospiti, tra cui numerosi delegati del Bie, alla cena per la festa nazionale della Repubblica di Corea. Erano presenti anche i grandi player della tecnologia, da Samsung a Hyundai.

Riad: miliardi sul piatto 

L’Arabia Saudita punta agli investimenti faraonici che riuscirebbe a portare inExpo in caso di vittoria. Si tratta di maxi sponsorizzazioni e un budget di 8 miliardi di dollari e investimenti sull’indotto strategico: dall’energia ai trasporti, logistica, sostenibilità, cultura e innovazione. È ancora in forse la presenza del principe dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, alla sede del voto: la sua partecipazione avrebbe un ruolo fondamentale.

Roma: i punti di forza

“Dalla nostra abbiamo il fatto che a Roma è una città meravigliosa, e questo significa che ci saranno più visitatori che a Riad e a Busan, e quindi i padiglioni avranno un valore maggiore perché saranno visti da più persone”, dice il sindaco Roberto Gualtieri.

“Sta piacendo molto il nostro approccio – continua – l'approccio di una Expo coerente con i valori dello sviluppo sostenibile, che rigenera un quadrante della città e che lo lascia. Non una Expo ‘usa e getta’, ma una Expo che resta, multilaterale in cui si ascolta e in cui tutti Paesi hanno gli stessi diritti. Daremo la stessa visibilità ai padiglioni di tutti i Paesi. Questo nostro metodo gentile di campagna non basato sulla potenza o sull'uso delle risorse fine a se stesso, ma su progetti di cooperazione e su una coerenza tra i temi dell'Expo e il modo in cui si farà sta piacendo”, sottolinea Gualtieri.

Tripletta romana: “Ciclo senza precedenti”

“È iniziato il conto alla rovescia – dice il governatore del Lazio, Francesco Rocca – l'Esposizione Universale a Roma è possibile e decisamente auspicabile per la spinta decisiva all'economia della Capitale, della Regione e del Paese: 50 miliardi di ritorno economico complessivo, a fronte dei 10 di investimento; 11mila nuove imprese; 300mila nuovi posti di lavoro, con un protagonismo rinnovato per il Lazio che rinascerà”.

Se Roma dovesse aggiudicarsi la vittoria di Expo 2030, incasserebbe un triplo investimento. Un “ciclo senza precedenti”, con miliardi su miliardi di investimenti. Oltre ai fondi che arriverebbero in vista dell’Esposizione, la Capitale diventerà protagonista di altri due eventi importanti (e quindi di altro budget): il Giubileo del 2025 e il Bimillenario della morte e resurrezione di Cristo del 2033.

L’Europa dalla parte dell’Italia?

“L'Ue ha dato indicazione di sostenere l’Italia, Borrell si è espresso per Roma”, ricorda Gualtieri. Ma la Unione Europea non potrà votare, lo faranno i rappresentanti di singoli Stati: in bilico la preferenza della Francia che sembra orientata a sostenere Riad.