Lunedì 17 Giugno 2024

Anziana uccisa per errore da un proiettile a Roma: fermato un 28enne

L’omicidio è avvenuto sulla Prenestina. L’auto del killer ha affiancato la Smart su cui l’81enne viaggiava insieme all’amica. Qualcuno ha sparato: forse per errore

La polizia scientifica sta indagando sull'omicidio della donna anziana (foto d'archivio)

La polizia scientifica sta indagando sull'omicidio della donna anziana (foto d'archivio)

Roma, 24 maggio 0224 – C'è un fermato per la morte di Caterina Ciurleo la donna anziana colpita da un proiettile sulla Prenestina, alla periferia di Roma. La donna era stata colpita ieri pomeriggio da un proiettile mentre era in macchina alla periferia di Roma. I poliziotti della squadra mobile di Roma, coordinati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia, hanno fermato un 28enne che è sospettato di aver esploso in via della Riserva Nuova diversi colpi d'arma da fuoco, uno dei quali ha centrato l'anziana.

Una vicenda sulla quale gli inquirenti stanno cercando di fare luce. La polizia aveva trovato cinque bossoli per terra: l’ipotesi è che siano stati esplosi da una stessa pistola.

Subito era scattata la caccia alla persona (o alle persone) a bordo della Fiat 500 rossa che, ieri pomeriggio, ha affiancato la Smart su cui viaggiavano due donne: l’81enne e un’amica. L’auto ha rallentato all’altezza di via don Primo Mazzolari e qualcuno ha sparato dei colpi di pistola dal finestrino in direzione della Smart.

La pista più accreditata è che l’anziana sia stata colpita per errore dal proiettile. Dopo gli spari, la Fiat 500 è fuggita. Indenne l'altra donna, una 54enne che non è stata raggiunta dai proiettili. Le condizioni dell’81enne sono apparse subito gravi, tant’è che i soccorritori l’hanno trasportata in codice rosso Policlinico Umberto I di Roma.

Gli investigatori hanno dunque rintracciato l'uomo accusato di aver premuto il grilletto. Si tratta di un 28enne fermato dai poliziotti della squadra mobile di Roma, coordinati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia. Per chi indaga è lui che ha sparato più volte. Sull'asfalto la polizia ha trovato cinque bossoli. E l'ipotesi è che i colpi siano stati esplosi da un'unica pistola: una calibro 380.

Per chi indaga Caterina non era l'obiettivo di quegli spari. La donna sarebbe stata, infatti, centrata per errore. Non si esclude che si trattasse di un regolamento di conti tra pregiudicati. Da una prima ricostruzione, ieri pomeriggio due auto si stavano inseguendo quando da una Fiat rossa, con a bordo due uomini, hanno iniziato a sparare verso una Golf.

Sfortunatamente, proprio in quel momento, si trovava a passare sulla traiettoria del proiettile la Smart, con Caterina e una sua amica al volante. Il proiettile ha attraversato il portabagagli e il sedile lato passeggero della macchina, centrandola alla schiena.

Le indagini vanno avanti per identificare anche gli altri uomini che viaggiavano sulle due macchine. Al vaglio della polizia, che sta raccogliendo in queste ore diverse testimonianze, ci sono le immagini delle telecamere di zona che potrebbero aver ripreso quegli istanti e le targhe delle due macchine che si inseguivano. Rabbia e sgomento tra i familiari e i conoscenti di Caterina, uccisa mentre tornava verso la sua abitazione di Torrenova dopo essere andata a trovare un'amica. Vedova e originaria della provincia di Reggio Calabria, Caterina viveva da tanti anni nella Capitale. E stasera per esprimere solidarietà alla sua famiglia è stata organizzata una manifestazione sul luogo della tragedia.

Ad annunciarlo il presidente del Municipio VI Nicola Franco. "Insieme a don Antonio Coluccia abbiamo deciso di dare una risposta immediata a quanto accaduto - ha detto Franco - Saremo presenti in forma di manifestazione per ribadire la necessità di aumentare i presidi di sicurezza per i nostri territori”. Per Franco nel suo Municipio c'è «bisogno di risorse e sicurezza”. “Se occorre, persino l'esercito”, ha sottolineato.