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18 gen 2022

Covid Lazio 18 gennaio, il bollettino di oggi. D'Amato: "Segnali di rallentamento"

"Escludo il passaggio in arancione da lunedì", annuncia D'Amato. Sono 229.546 le persone attualmente positive al Covid nel Lazio. Sono 25mila gli studenti in Dad. Peggiora la situazione negli ospedali con 1.849 ricoveri in area medica e 207 in terapia intensiva

18 gen 2022

Roma, 18 gennaio 2022 - Superati i 13mila nuovi casi, sono 26 i decessi e 5.247 i guariti. Nell’istantanea delle ultime 24 ore, i contagi nel Lazio sono nuovamente in risalita, anche se la situazione generale sembra dare qualche segnale di speranza. Il rapporto tra positivi e tamponi è all'11%“Sono fiducioso, credo che presto andremo verso un calo dei casi quotidiani e si aprirà uno scenario molto diverso, di convivenza con il virus”. È ottimista l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, che oggi rassicura i cittadini sull’andamento dei contagi nel Lazio.

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"Penso si possa escludere che da lunedì il Lazio passi in zona arancione" ma il rischio c'è nelle prossime settimane, ha detto. "Al momento non possiamo escludere l'eventualità di cambio colore, le prossime settimane saranno decisive", precisa l’assessore. Gli ospedali sono in crisi, la carenza di personale sta facendo saltare il sistema sanitario regionale: per questo, oggi il Lazio ha approvato una delibera di giunta per il reclutamento di medici stranieri

Cosa succede oggi nel Lazio sul fronte Covid: 

La curva si raffredda

"Notiamo dei segnali di rallentamento che devono essere consolidati nelle prossime settimane, stanno aumentando coloro che hanno fatto la dose di richiamo'. L'effetto della campagna di vaccinazione è molto importante”, sottolinea D’Amato. E in futuro, “Avremo dei vaccini aggiornati, avremo delle cure e dovremmo abituarci a convivere perché il virus non sparirà all'ora x, ma ci accompagnerà in una lunga fase'', ricorda. E la svolta potrebbe arrivare dalla scienza: i ricercatori delle università di Parma e Ferrara hanno isolato due molecole che potrebbero disinnescare il virus, mentre l'ateneo di Padova ha misurato gli effetti positivi del vaccini su mortalità e decorso della malattia

La situazione è in miglioramento ovunque: secondo i dati, l’Italia sembrerebbe aver raggiunto ieri il picco dei contagi, con un valore medio dell'incidenza di circa 2.200 casi a settimana per 100mila abitanti, ma saranno i numeri dei prossimi giorni a permettere di stabilirlo con maggiore accuratezza. Di quanto la curva scenderà dipenderà dagli effetti, a scoppio ritardato, delle attività legate ai saldi e della riapertura delle scuole. 

Covid Lazio, i dati del 18 gennaio 2022
Covid Lazio, i dati del 18 gennaio 2022

La fotografia dei contagi

Su un totale di 120.151 tamponi analizzati, oggi il bollettino regionale registra 13.286 nuovi casi positivi (+6.839), con 26 decessi (+9). Sono 229.546 le persone attualmente positive al Covid in tutto il Lazio, di cui 1.849 ricoverati in area medica (+60), 207 malati gravi curati in terapia intensiva (+3) e 227.490 in isolamento domiciliare. Tra questi, anche il 51enne che ieri pomeriggio ha sfondato un posto di blocco nel centro di Roma, cercando di investire un poliziotto: ecco cosa è successo.

Oggi la situazione torna alla normalità dopo il solito calo dei tamponi nel weekend, che ha portato ad una diminuzione “forzata” dei casi: ieri erano quasi 6.500 i nuovi positivi, mentre il giorno precedente i casi si sono avvicinati alla soglia delle 13mila unità. Dall'inizio dell'epidemia i guariti sono 476.255 e i morti 9.561 su un totale di 715.362 casi esaminati, secondo il bollettino aggiornato della Regione Lazio.

È in atto il dibattito – innescato da molti governatori, primo fra tutti Luca Zaia per il Veneto – sulla “ridefinizione del caso”, un modo per chiedere di stralciare gli asintomatici dalla lista dei positivi inserita quotidianamente nel bollettini. In questo modo, si aggirerebbe il cambio di colore che sta imperversando in molte regioni italiane. È di altro avviso D’Amato. ''Il tema del bollettino quotidiano mi appassiona fino a un certo punto, i dati che vengono forniti sono ampiamente esaustivi, si tratta poi di interpretarli'', risponde l’assessore del Lazio.

L'occupazione media di posti letto da parte di pazienti Covid nei reparti di area non critica degli ospedali italiani, in costante crescita nelle ultime settimane, è stabile da due giorni al 29%, ben al di sopra della soglia critica del 15%, e nelle 24 ore risulta aumentata cresce in 14 Regioni e Province autonome. Tra loro, anche il Lazio +1% (al 28%), Marche +1% (al 28%) e Veneto +1% (26%).

Le province, tutti i casi 

Nelle province si registrano 3.939 nuovi casi, così suddivisi: nel territorio della Asl di Frosinone sono 1.099 i nuovi positivi e si registra anche un decesso, la Asl di Latina ha comunicato altri 1.498 casi, ai quali si aggiungono i 368 positivi di Rieti, dove si è verificata anche una vittima, e 974 in provincia di Viterbo.

A questi numeri, vanno ad aggiungersi i casi rilevati nella Città metropolitana di Roma: 5.195 nella sola Capitale, per un totale di 9.347 contagi sull’intero territorio romano.

Scuole: 25mila studenti in Dad

La popolazione scolastica nella regione è 800mila studenti, per cui 25mila ragazzi in Dad, come affermato dall'Associazione nazionale dei presidi "è un numero importante, ma in percentuale modesto e paragonabile alle influenze che avevamo tre anni fa senza il Covid e che anche allora di questo periodo producevano delle assenze in classe", dice D’Amato. "Si deve correre con le vaccinazioni –aggiunge – ecco perché nel Lazio abbiamo fatto un open day per gli adolescenti e lo riproponiamo anche questa domenica su prenotazione, che sono già aperte. È la fascia 12-17 anni che è interessata all'attività formativa scolastica. Più di tante polemica dobbiamo correre con i vaccini".

Stralciare gli sintomatici? No grazie

È in atto il dibattito – innescato da molti governatori, primo fra tutti Luca Zaia per il Veneto – sulla “ridefinizione del caso”, un modo per chiedere di stralciare gli asintomatici dalla lista dei positivi inserita quotidianamente nel bollettini. In questo modo, si aggirerebbe il cambio di colore che sta imperversando in molte regioni italiane. È di altro avviso D’Amato. ''Il tema del bollettino quotidiano mi appassiona fino a un certo punto, i dati che vengono forniti sono ampiamente esaustivi, si tratta poi di interpretarli'', risponde l’assessore del Lazio.

Semplificazione: “Nessuna risposta positiva”

Semplificazione delle procedure su quarantene, tamponi e referti. Lo chiedono con insistenza le Regioni, anche alla luce delle difficoltà nella gestione dei test per uscire dalla quarantena. Ma, ad oggi, nessuna fumata bianca dal Cts. “Non è un bel segnale, entriamo in una fase di convivenza con il virus e dobbiamo semplificare”, avverte D’Amato.

“Al momento da parte del governo non c'è ancora nessuna risposta" alla richiesta di semplificazione delle procedure attuali: "non è un bel segnale perché le Regioni, che sono il
vero argine e che sono al fronte nella battaglia del Covid, hanno a che fare con queste procedure e se l'insieme delle regioni italiane pone con forza questo tema all'attenzione è perché è un elemento importante nella vita dei cittadini”.

L’appello: “Seguire l’esempio Usa”

“Faccio un appello per la semplificazione – entra nel merito l’assessore regionale alla Sanità – entro la metà di febbraio completeremo la gran parte di chi ha fatto le seconde dosi con la dose booster, per cui nel Lazio arriveremo a 4 milioni di dosi di richiamo entro il 15 febbraio. Entriamo in una fase diversa, di convivenza con il virus e dobbiamo semplificare anche i meccanismi che regolano questa convivenza".

''L'incontro con Speranza ci sarà in settimana, questo è l'impegno del ministro. È stato mandato un documento all'attenzione del governo fatto dalle Regioni che tende a una semplificazione, ovvero semplificare la vita a chi ha fatto la terza dose di vaccino'', ha detto.

“Prendendo a modello quello che avviene ad esempio negli Usa dove, nei soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale e sono asintomatici, anche in caso di positività dopo 5 giorni escono dalla quarantena senza tampone e senza avere ulteriori restrizioni. Dobbiamo andare verso una semplificazione di tutti i percorsi amministrativi e burocratici perché ci avviciniamo al periodo in cui entrerà in vigore l'obbligo per i 50enni, ci sono le norme che riguardano il super green pass. Dobbiamo essere più elastici nei confronti di chi ha completato le vaccinazioni", ha chiarito.


 

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