Protesta degli agricoltori, presidio al casello della A1 a Orte: “Restiamo a oltranza finché non ci ascoltano. Pronti ad andare a Roma”

Più di 100 mezzi agricoli si sono radunati davanti al casello dell’autostrada. I manifestanti hanno allestito anche una cucina da campo per proseguire a oltranza

Chiuso il casello A1 di Orte per la protesta dei trattori

Chiuso il casello A1 di Orte per la protesta dei trattori

Orte (Viterbo), 27 gennaio 2024 – Ha riaperto nel pomeriggio il casello dell’autostrada A1 di Orte che era stato chiuso in entrambe le direzioni a fine mattina a causa della protesta degli agricoltori che si sono ritrovati con diverse decine di trattori. Sul posto diverse pattuglie della polizia stradale di Orvieto e di altri comandi. Durante la chiusura del casello di Orte durata alcune ore, Autostrada ha consigliato le uscite al casello di Attigliano, provenendo da Firenze, e quella di Magliano Sabina, provenendo da Roma. “Non vogliamo sussidi, vogliamo il giusto prezzo per ciò che produciamo", si legge su un cartello esposto da un manifestante. E poi ancora: "Sosteniamo il Made in Italy". "Protestiamo contro uno Stato che ci ha abbandonato", dice un altro.

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Protesta trattori a Orte, occupata rotatoria fuori dal casello
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La protesta degli agricoltori

Il casello della A1 di Orte è rimasto bloccato dalla tarda mattina di oggi e fino a poco dopo le 16. Gli iniziali 60 mezzi agricoli arrivati la mattina presto, con le ore sono diventati più di 100. I mezzi pesanti si sono posizionati intorno alla rotatoria che si trova di fronte al casello, ostacolando di fatto sia l'accesso che l'uscita dall'autostrada. Intanto gli agricoltori si sono organizzati per andare avanti con il presidio a oltranza. Al centro della rotatoria è stata allestita una cucina da campo, a dimostrazione dell'intento degli agricoltori, di rimanere saldi sulla loro posizione. “Aspettiamo l'arrivo di una troupe che faccia una diretta su una rete pubblica nazionale - dice Antonio Monfeli, organizzatore del presidio - se non dovesse arrivare noi rimarremo qui fino alle 18 di domani poi, andremo a Roma, per protestare anche lì vicino ai palazzi del potere”. E aggiunge: “Vogliamo far sentire la nostra voce, ma il governo ci offusca, offusca l'informazione - dice - vogliamo spiegare le ragioni della nostra agitazione”. 

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