Mercoledì 29 Maggio 2024

Dall’Inghilterra a Roma, bimbo di un mese operato al cuore. Il padre: “Là non gli avevano dato chance, l’avrebbero portato a fine vita”

Il neonato di 2 chili ha una cardiopatia congenita ed è stato trasferito con un volo speciale da Bristol all’ospedale Bambino Gesù. Ha cittadinanza italiana perché il padre è originario di Treviso

Neonato in cura (foto d'archivio)

Neonato in cura (foto d'archivio)

Roma, 26 aprile 2024 – Trasferito con un volo speciale dell’Aeronautica militare da Bristol a Roma, perché “nel Regno Unito non gli avrebbero dato nessuna chance”, e subito è stato operato al cuore. Ora D. M., un bimbo di appena un mese nato con una grave cardiopatia congenita, è ricoverato all’ospedale pediatrico Bambino Gesù e, dicono i familiari e le persone che lo assistono, “ha una gran voglia di vivere”. La sua vicenda la racconta il padre del piccolo, originario di Treviso ma da anni residente per lavoro in Inghilterra, come riporta oggi il Corriere della Sera.   

“Nel Regno Unito lo avrebbero abortito” 

"Nel Regno Unito non gli avrebbero dato nessuna chance. Anzi non avrebbero proprio fatto nascere D. M., il bambino di appena un mese affetto da una grave cardiopatia congenita, con cittadinanza italiana, che da qualche giorno è arrivato a Roma, all'ospedale pediatrico Bambino Gesù, grazie a un volo speciale dell'Aeronautica militare e all'intermediazione della presidenza del Consiglio”. Lo riporta il Corriere della Sera che ha raccolto la testimonianza del padre trevigiano che spiega come in Inghilterra prima avrebbero consigliato alla moglie di interrompere la gravidanza e poi hanno indicato che le cure per neonati affetti da quel tipo di patologia vengono iniziate quando il piccolo paziente ha almeno due chili di peso. Il nosocomio britannico ha però deciso che le cure sarebbero partite solo quando D.M. avrebbe raggiunto i 2,5 chili di perso, una comunicazione interpretata dai genitori come un modo per prendere tempo e condurre al fine vita il bimbo.  

L’operazione a Roma

Si è quindi pensato al trasferimento in Italia ed è stato avviato un percorso di cura che è stato possibile anche grazie alla stretta collaborazione tra il Bristol Royal Hospital for Children, dove era ricoverato il piccolo, e l'ospedale pediatrico del Vaticano dove il cui cardiochirurgo Lorenzo Galletti ha dato immediatamente la sua disponibilità e ha operato il neonato con il bendaggio dell'aorta. Il piccolo è giunto nella capitale martedì scorso. La famiglia è assistita dall'avvocato Simone Pillon che lo scorso anno ha seguito il caso di Indi Gregory il quale spiega che le previsioni sono buone: “Il piccolo ha un gran voglia di vivere”.

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