Martedì 23 Aprile 2024

Un riformismo nuovo per la “buona vita” degli italiani

Stefania Craxi propone un nuovo riformismo per l'Italia, basato sull'educazione, l'integrazione e un ruolo internazionale attivo e responsabile.

Stefania

Craxi*

Il riformismo della “buona vita” deve partire da una presa d’atto: il fallimento del “finto riformismo” che è stato sbandierato nel corso dell’ultimo trentennio da molte forze politiche e da un certo mondo intellettuale. L’idea di una globalizzazione soltanto buona capace di definire uno standard valido per tutti i Paesi e i popoli, accompagnata dalla pretesa irrealistica che l’Occidente dovesse farsi carico di costruire un mondo integrato e post-moderno, rappresenta un’illusione dalla quale è necessario liberarsi. Dopo le gravi crisi del 2008, seguite a poco più di un decennio dalla pandemia e da nuovi conflitti bellici, l’Occidente si trova in una condizione di sfinimento. Al suo interno, l’Italia è un Paese in continua sofferenza, e gli italiani sempre più preoccupati e sfiduciati, sospinti da una parte verso la via utopica della democrazia diretta e del populismo più becero, e dall’altra verso soluzioni tecnocratiche ostili al “primato della politica”.

Assistiamo oggi al riaffiorare di alcuni difetti degli italiani, depressi da dogmi culturali e ideologie che hanno alimentato autodenigrazione e perdita di fiducia. Per uscire da questo circolo vizioso, in cui la scarsa fiducia sulla propria capacità di affermarsi e realizzarsi porta a una società sfibrata e priva di coesione, è necessario lavorare sulle capacità e sulle mentalità. È necessario dare una prospettiva d’avvenire, un nuovo sogno italiano. Questo ci deve portare a investire sul sistema educativo, affinché sappia formare una classe dirigente capace di definire strategie per affrontare il futuro.

Per confrontarci con il futuro che ci attende, bisogna evitare scelte autoreferenziali e sradicate dal contesto storico e culturale, selezionando classi dirigenti preparate e integrate nel tessuto connettivo nazionale e locale. È inoltre necessario impegnarsi per un sistema educativo che operi in continuità per la formazione professionale di tutti gli strati della popolazione. Questo modello deve essere aperto agli immigrati regolari, che contribuiscono alla crescita dell’Italia all’interno di una politica di integrazione sostenibile e coerente con i nostri valori primari di convivenza.

L’Italia, per parte sua, deve impegnarsi in un’azione internazionale che ha le sue premesse nel coinvolgimento europeo, in un’Europa profondamente diversa, riformata in senso democratico e partecipativo, e nel rapporto strategico e ineludibile con gli Stati Uniti, con la capacità di essere voce unificante nelle organizzazioni sovranazionali. In questa sua proiezione internazionale, l’Italia continua a essere un hub regionale, una potenza capace di produrre stabilità e sviluppo nelle regioni circostanti, a partire dal Mediterraneo, inteso sia come Paesi del Nord Africa sia come area balcanica.

*Ordine del giorno presentato dalla senatrice Stefania Craxi al Congresso di Forza Italia