Commissione Ue: ipotesi Draghi presidente. Ma il primo a dire no è lui

La proposta sarebbe stata elaborata da Macron e sottoposta a Scholz. Tajani: noi confermeremo la candidatura von der Leyen. L’Eliseo: no comment

IPOTESI DRAGHI IN UE
IPOTESI DRAGHI IN UE

Roma, 8 dicembre 2023 – Mario Draghi "non è interessato" alla presidenza della Commissione europea. Come tutte le smentite, quella al titolone di Repubblica da parte degli ambienti vicini all’ex premier è solo una mezza doccia fredda per i fautori di un ritorno al timone sulla coffe d’Europa di Draghi. Il nome è in pista eccome per un ruolo di primo piano nei futuri assetti di Bruxelles. Se non per la guida della Commissione, dove Antonio Tajani assicura che il Ppe sosterrà la riconferma di Ursula von der Leyen, per assumere le redini del Consiglio attualmente nelle mani di Charles Michel. Un ruolo finora meno di rilievo, ma al quale Draghi potrebbe dar lustro assumendo una funzione di più autorevole guida e mediazione tra i governi dei 27 Paesi. Di supercommissario insomma. "No comment" da fonti dell’Eliseo, da dove sarebbe partito il lavorio in favore del coinvolgimento del 76enne ex premier. Il presidente francese Macron avrebbe consultato il cancelliere tedesco Scholz in merito alla candidatura come successore di von der Leyen: l’attuale presidente della Commissione sarebbe in corsa per succedere al norvegese Jans Stoltenberg come segretaria generale della Nato.

Il nome di Draghi ha cominciato a riaffiorare sin dall’estate. Anche perché il diretto interessato non ha lesinato interventi per spiegare che l’Unione deve adottare "nuove regole e una maggiore condivisione della sovranità", senza flettere sui "valori fondamentali", integrando e allargando il mercato. A parte gli entusiasmi a gran voce dei supporter, sul nome dell’ex premier ci sono invero ben poche dissonanze in Italia. Da Fratelli d’Italia si prende per definitiva la smentita dell’interessamento di Draghi. Ma la premier ha sempre avuto un ottimo feeling col suo predecessore. Per non dire della venerazione da parte del ministro leghista dell’economia Giancarlo Giorgetti. Anche negli uffici dem di Bruxelles che Draghi possa succedere a Michel è considerata "una reale possibilità". Ma, in definitiva, per gli alfieri dell’ex premier il fatto è che "l’uomo fa la funzione" a prescindere da quale dei due incarichi possa ricoprire.