Lunedì 20 Maggio 2024
COSIMO ROSSI
Politica

Toti, dimissioni più vicine. Orlando si offre a sinistra. Per la destra Bucci in pole: impazza già il totonomi

Dentro la maggioranza si attende a giorni un passo di lato da parte del governatore. Il sindaco del capoluogo di regione vanta anche ottimi rapporti con Italia viva

Roma, 12 maggio 2024 – Lungi da "sentenze di condanna anticipate" nei riguardi di chicchessia, come dichiara il vicepresidente azzurro del Senato, Maurizio Gasparri, ribadendo la dottrina garantista del centrodestra in merito all’inchiesta che sta investendo la Liguria e non accenna a defluire. Ma la bilancia della politica pende sempre più dalla parte delle elezioni anticipate, che potrebbero svolgersi in autunno, insieme a quelle già calendarizzate in Umbria e forse anche in Emilia-Romagna. Lo conferma il fatto che, al netto delle dichiarazioni di prammatica, le forze politiche stiano già prefigurando alleanze e candidature.

Il leader del M5s Giuseppe Conte guarda espressamente al campo largo in alleanza col Pd. Da qui l’ex ministro della giustizia Andrea Orlando si è messo "a disposizione" per la sfida.

Giovanni Toti con l'imprenditore Aldo Spinelli
Giovanni Toti con l'imprenditore Aldo Spinelli

Sul fronte del centrodestra potrebbero invece contendersi la candidatura il sindaco di Genova Marco Bucci, indipendente vicino al Carroccio, il viceministro leghista delle infrastrutture Edoardo Rixi e il deputato nonché coordinatore ligure di FdI Matteo Rosso. Mentre calano le quotazioni dell’ex ministro ed esponente azzurro di lungo corso Claudio Scajola, che gode del favore di FdI, ma sarebbe restio a cimentarsi in una sfida data quasi per persa.

L’impatto mediatico-politico dell’inchiesta è considerato infatti "davvero senza precedenti", come confidano dagli uffici parlamentari della maggioranza. Eccezion fatta per la Lega: il cui segretario Matteo Salvini si conferma il più strenuo difensore del presidente Toti e della presunzione d’innocenza. Le dimissioni "sarebbero una resa", insiste il Capitano. Sin da quando militava ancora in FI, del resto, il governatore ligure è stato uno dei più attivi pontieri col Carroccio. E in questa veste in via Bellerio viene considerato un amministratore di area, così come Bucci.

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A microfoni spenti nella maggioranza si attendono le dimissioni di Toti a giorni. La premier Giorgia Meloni non vuole affrontare le Europee con l’ombra di una Tangentopoli ligure che incombe. Il numero dei politici e imprenditori indagati è salito a 30 e sono state formalizzate nuove accuse nei riguardi di Toti, attualmente ai domiciliari. Il suo capo di gabinetto, Matteo Cozzani, anch’egli ai domiciliari, ieri durante l’interrogatorio di garanzia ha annunciato l’intenzione di dimettersi. La giunta guidata dal facente funzione Alessandro Piana è al lavoro, ma il clima è indiscutibilmente teso, comprese le manifestazioni di protesta che assediano le sedi istituzionali. Tutto sembra preludere a un passo di lato da parte di Toti e alla convocazione di elezioni anticipate.

Lo chiedono ovviamente le opposizioni. Pd in testa: "Le dimissioni di Toti sono necessarie e opportune – sostiene la segretaria Elly Schlein –. Ancora prima delle sentenze, quando le accuse sono così gravi e portano a una misura cautelare, non si può lasciare la Liguria in questo stato di incertezza". Gli stessi dirigenti di FI confidano off the record che, prima ancora delle eventuali risultanze dell’inchiesta, è "difficilissimo recuperare il danno di immagine" provocato dalle spese futili e la veniale passione per le gite in yacht. Considerato poi che nel 2015 Toti aveva vinto in virtù delle divisioni del centrosinistra, nella maggioranza non si fa grande affidamento nella possibilità di riscossa.

Anche per questo FI e FdI non sembrano orientate a fare barricate sulle candidature. Bucci, tra l’altro, beneficerebbe dei buoni rapporti con Raffaella Paita e Iv, invece non disponibile a intese col M5s. Che per bocca di Conte si dichiara pronto al dialogo "con le forze civiche e politiche progressiste". Il cui esponente più autorevole è senz’altro il dem Orlando, che da ieri si è dichiarato "a disposizione".