Martedì 16 Aprile 2024

Santanchè, la mozione di sfiducia arriva in aula. FI e Lega: “Dimissioni? Noi garantisti”

La discussione alla Camera è prevista il prossimo 3 aprile. La ministra: “Non ho mai partecipato a processi mediatici”. L’opposizione: “Dimissioni necessarie e dovute”

Roma, 27 marzo 2024 – Arrivano alla Camera le mozioni di sfiducia per i ministri Santanchè e Salvini. Il prossimo 3 aprile si svolgerà la discussione sulla mozione di sfiducia nei confronti della ministra del Turismo Daniela Santanchè e del vicepresidente del consiglio Matteo Salvini. Il voto dovrebbe invece slittare di qualche giorno nella stessa settimana.

La ministra del Turismo Daniela Santanchè (Ansa)
La ministra del Turismo Daniela Santanchè (Ansa)

Si è detto soddisfatto Agostino Santillo, vicepresidente del gruppo M5s alla Camera: “il M5s è riuscito a far anticipare la mozione di sfiducia nei confronti della ministra Santanchè, indagata per frode sui fondi Covid, mettendola al centro del dibattito parlamentare. Una sfiducia su cui la Meloni non ha detto una parola”. La ministra, a margine di una iniziativa sul turismo, si era fermata questa mattina a parlare con i giornalisti per chiarire: “Non ho mai partecipato a processi mediatici: se  pensate che per una chiusura di indagine una persona sia condannata lo dite voi”. Dunque: “Andiamo avanti: ho fiducia nella magistratura. Finora avete visto com'è andata e quindi sono tranquilla”.

Intanto l'opposizione continua a reclamare le dimissioni, “necessarie e dovute” per il leader di Azione Carlo Calenda, “non perché indagata o eventualmente rinviata a giudizio, ma perché i comportamenti di cui abbiamo evidenza non sono compatibili con la carica di ministro del Turismo”. Dalla maggioranza arrivano messaggi di supporto, in particolare da Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica Amministrazione, che su Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, alla domanda sulle discusse dimissioni della Santanchè necessarie per non creare imbarazzo al governo chiarisce: “Io non ho nessun imbarazzo, il garantismo è uno dei valori del nostro partito. Lei rimane nel Consiglio dei ministri perché ci sono le condizioni perché lei continui a lavorare”. Allo stesso modo, tramite un comunicato, la Lega dichiara: “La Lega è e resta garantista: la vicenda che riguarda il ministro Daniela Santanchè confermerà per l'ennesima volta la compattezza della maggioranza e la piena sintonia tra i leader”.