Mercoledì 24 Aprile 2024

Cariche ai cortei, la versione di Piantedosi: “Casi isolati, a Pisa i manifestanti hanno rifiutato la mediazione”

Il ministro dell’Interno: “Sono volutamente venuti a contatto con i reparti mobili. A Firenze hanno tentato l’assalto a un obiettivo sensibile americano. Massima fiducia nei confronti delle forze di polizia”

Roma, 26 febbraio 2024 – Le cariche della polizia ai cortei pro Palestina sono “casi isolati”. Lo ha detto il ministro Matteo Piantedosi oggi durante la riunione con i vertici dei sindacati confederali. Sui fatti di Pisa e Firenze sono in corso “valutazioni”. In ogni caso, nella gestione della forze dell’ordine non c’è stato “nessun cambio di strategia” del governo Meloni. Se pugno duro c’è stato, insomma, non è stato dettato dalla politica. Informando il Consiglio dei ministri sulla vicenda pisana, Piantedosi ha poi spiegato che “i manifestanti non hanno avvisato dell’iniziativa", e durante il corteo “si sono sottratti ai reiterati tentativi di mediazione da parte di personale della Digos”, provando a “forzare il blocco delle Forze di polizia e venendo volutamente a contatto con i reparti mobili”. 

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi (Ansa)
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi (Ansa)

All’incontro con Cgil Cisl e Uil, il ministro dell’Interno ha voluto ribadire la “massima fiducia di tutto il governo nei confronti delle forze di polizia”. Gli uomini e le donne in divisa, ha aggiunto, sono “servitori dello Stato e lavoratori che svolgono un ruolo fondamentale a presidio della sicurezza e della legalità”.

A proposito delle manganellate in piazza, “siamo di fronte solo a casi isolati in corso di valutazione”, ha spiegato, rassicurando che “non è mai intervenuto alcun cambio di strategia in senso più restrittivo della gestione dell'ordine pubblico”. Anzi “negli scorsi anni sono avvenuti accadimenti analoghi con incidenti ancor più gravi”.

Come gestire una piazza non dipende dall’esecutivo, ha aggiunto Piantedosi: “I responsabili della sicurezza agiscono sul territorio sulla base di valutazioni fatte sul posto e non seguendo fantomatiche indicazioni da parte del livello politico”. E comunque é c’è stata da parte del potere politico alcuna direttiva sostiene il ministro. “Nessuno ha interesse ad alzare il livello di tensione durante le manifestazioni e men che mai il Viminale che, insieme a tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine, ha come prioritario obiettivo che ogni evento si svolga in maniera pacifica indipendentemente dal loro contenuto". In questo senso e per un regolare svolgimento di tutte le iniziative, ha sottolineato quanto sia "imprescindibile la collaborazione degli stessi manifestanti sia nella fase del necessario preavviso delle iniziative sia durante lo svolgimento delle manifestazioni rispettando le prescrizioni ed evitando comportamenti provocatori o violenti". 

Piantedosi ha bollato come “inaccettabili, perché false e strumentali, le polemiche sollevate contro il governo con l'obiettivo di accreditare nell'opinione pubblica la narrazione di una presunta strategia tesa a impedire la libera manifestazione del pensiero. Ed è ancor più inaccettabile che per queste finalità di natura politico-elettorale ci si spinga perfino ad attaccare il ruolo e la professionalità delle forze di polizia”.

Il ministro ha ribadito di “condividere pienamente" le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che dopo i cortei ha diffuso un messaggio, sottolineando che “i manganelli sono un fallimento”. “L’autorevolezza delle forze di Polizia non si nutre dell'uso della forza  – sostiene Piantedosi  –  ma affonda nel sacrificio di centinaia di caduti nella lotta al terrorismo e alla criminalità, nella leale difesa delle istituzioni democratiche anche negli anni più bui della Repubblica, nella capacità di accompagnare con equilibrio e professionalità lo sviluppo della società italiana”.

Il capo del Viminale ha voluto anche richiamare un precedente intervento del Capo dello Stato contro “la intollerabile serie di manifestazioni di violenza: insulti, volgarità di linguaggio, interventi privi di contenuto ma colmi di aggressività verbale, perfino effigi bruciate o vilipese”. Piantedosi ha concluso manifestando gratitudine “ai sindacati per il ruolo svolto e per la disponibilità al dialogo''. 

“A Pisa i manifestanti hanno rifiutato la mediazione”

Più tardi Piantedosi ha informato il Consiglio dei ministri in merito ai fatti di Pisa. Per il corteo “non era stato presentato alcun preavviso alla questura – ha detto il ministro –  che, avendone avuta notizia, ha cercato più volte di contattare gli organizzatori per ottenere informazioni in merito al tipo di iniziativa che sarebbe stata svolta e al relativo percorso ma invano”. “Gli stessi manifestanti – ha proseguito – durante lo svolgimento del corteo, non hanno voluto fornire indicazioni su dove fossero diretti e si sono sottratti ai reiterati tentativi di mediazione da parte di personale della Digos, provando, nonostante gli ammonimenti da parte del dirigente del servizio e la richiesta espressa e ripetuta di non dirigersi in Piazza dei Cavalieri, di forzare il blocco delle Forze di polizia e venendo volutamente a contatto con i reparti mobili”. 

I video della Digos

Per quanto riguarda i video girati dalla Digos durante il corteo “sono a disposizione della magistratura e non sono divulgabili. Le relazioni di servizio e il materiale video-fotografico saranno esaminati dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza per verificare in maniera approfondita quanto è accaduto”. 

“A Firenze tentato assalto a consolato Usa”

Anche a Firenze “i manifestanti non hanno collaborato – ha aggiunto poi Piantedosi intervistato da Bruno Vespa a Cinque Minuti su Rai 1 – cercando di deviare dal percorso concordato con la questura, cercando di andare ad assaltare un obiettivo sensibile", ovvero il consolato americano, obiettivo di un attacco  incendiario settimane fa. Il ministro ha segnalato poi che "dall'anno scorso ad oggi abbiamo avuto quasi 13 mila manifestazioni, solo dal 7 ottobre 1070, la percentuale in cui si è verificata qualche criticità è poco più dell'1%. Determinante il rispetto della prescrizione di non andare oltre al limite stabilito".

"Io turbato dalle immagini, anche ai poliziotti non piacciono”

A Bruno Vespa che gli chiedeva se fosse rimasto turbato dalle immagini delle cariche, Piantedosi ha risposto: “Assolutamente sì, sono immagini che non sono mai belle da vedersi. Sono rimasto turbato io e porto la testimonianza che non piacciono neanche ai poliziotti, sono immagini che non si augurano si possano verificare". Dire cosa sia successo è “prematuro”, ha aggiunto, sottolineando il “diritto degli appartenenti alle forze a polizia a non subire processi sommari”.