Mercoledì 24 Aprile 2024

Niente contributi per due anni a chi assume una colf che assiste un over 80

Il nuovo decreto Pnrr approvato punta a accelerare l'attuazione del piano con misure anti-frode e incentivi alla digitalizzazione. Novità importante: esenzione contributiva per chi assume badanti per anziani non autosufficienti ultraottantenni. Altre disposizioni riguardano sanzioni per mancati target e aiuti alle imprese per investimenti produttivi.

Niente contributi per due anni a chi assume una colf che assiste un over 80

Niente contributi per due anni a chi assume una colf che assiste un over 80

Contrasto alle frodi, responsabilizzazione degli enti attuatori, spinta alla digitalizzazione: il nuovo decreto Pnrr (nella foto il ministro Raffaele Fitto, titolare del dossier) approvato ieri dal Consiglio dei ministri punta a velocizzare l’attuazione del piano, che ora conta anche i fondi di RepowerEU. Ma contiene anche una novità di tutto rilievo sul fronte delle colf e delle badanti: niente contributi per 2 anni per il datore di lavoro domestico che assume badanti che assistono anziani non autosufficienti ultraottantenni. Nel dettaglio, l’agevolazione scatta in caso di assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato di contratti di lavoro domestico con mansioni di assistente a soggetti anziani. Le persone oggetto di assistenza devono avere almeno 80 anni e essere già titolari dell’indennità di accompagnamento. L’obiettivo è favorire la regolarizzazione del lavoro di cura prestato al domicilio della persona non autosufficiente. Il taglio dovrebbe decorrere dal 1° aprile 2024 fino al 31 dicembre 2025 per un periodo massimo di 24 mesi. È previsto un limite massimo di importo di 3.000 euro su base annua. Per gli altri capitoli vale la pensa segnalare la stretta per chi manca i target nell’attuazione del Pnrr, gli aiuti ulteriori per le imprese nell’ambito del Piano Transizione 5.0 con risorse per 6,3 miliardi in 2 anni, in credito d’imposta, per le imprese residenti in Italia che nel 2024 e 2025 effettuano "nuovi investimenti in strutture produttive" in Italia.

Claudia Marin