Ma in Italia la maggioranza resta solida

Bruno Vespa A un amico che gli chiedeva come stesse andando con Giorgia Meloni, Matteo Sal...

Vespa

A un amico che gli chiedeva come stesse andando con Giorgia Meloni, Matteo Salvini ha risposto: "Ottimo rapporto e sintonia, personale e politica. E a te non ho bisogno di raccontare balle". E allora tutto quello che si è scritto su tensioni e conflitti tali da rendere necessario un chiarimento a palazzo Chigi? Salvini non ha interesse alcuno ad arrivare alle Europee con una maggioranza sfibrata ed esausta. Guida il ministero più ricco e stimolante, può fare grazie anche al Pnrr opere pubbliche decisive per modernizzare l’Italia dopo aver rinunciato per sua fortuna al ministero dell’Interno fonte di grane. I voti si guadagnano anche così. Certo, quando si vota col proporzionale un po’ di concorrenza anche nella coalizione è fatale, ma basta stare a tavola usando le posate in modo corretto e non può accadere niente di grave. Le circostanze hanno voluto che Antonio Tajani, grazie alle guerre in Ucraina e in Israele, si trovi a essere il ministro degli Esteri più importante rispetto ai suoi colleghi italiani degli ultimi decenni e questo gli porta visibilità utile anche a Forza Italia che non ha più da temere dal quorum per essere ammessa al Parlamento europeo. Si dice: ma a Bruxelles i tre partiti principali della maggioranza italiana stanno in tre famiglie diverse. Meloni ha ricordato che questo accadeva anche nel governo gialloverde guidato da Conte. Senza parlare del governo Draghi. Ma già i socialisti italiani sono stati per molto tempo alleati della Dc al governo e del Pci vicino a Mosca in Comuni e Regioni. Caduta la mossa di Macron in favore di Draghi per la rinuncia preventiva dell’interessato, Ursula von der Leyen resta la candidata favorita per la conferma. E conta per questo sull’aiuto di Meloni. E su di lei punta Roberta Metsola per la conferma alla guida di Strasburgo. Tajani è diventato presidente del Parlamento europeo con i voti popolari, liberali e conservatori. Ci sarà una nuova coalizione del genere? È certo che Meloni, con la sua larga popolarità in Europa, difficilmente vorrà stare all’opposizione. Ma se farà scelte diverse da quelle di Salvini, non si vede perché il governo dovrebbe risentirne.