Lunedì 20 Maggio 2024
GABRIELE MORONI
Politica

Quarant’anni di Lega, il notaio che battezzò il Carroccio: "Io, liberale e oriunda siciliana. Ma quell’idea fu lungimirante"

Il 12 luglio 1984 nello studio di Franca Bellorini a Varese fu firmato l’atto di nascita del movimento: "Sono sempre stata al di sopra delle parti. Pagarono solo le spese di registro, nessun onorario"

Varese, 12 aprile 2024 – Un testimone attivo della nascita della prima Lega. Franca Bellorini preferisce essere chiamata "notaio" e non "notaia" ("Ho cinquant’anni di atti con scritto “notaio“") e oggi si definisce "notaio in pensione". La Lega Autonomista Lombarda venne al mondo nel suo studio al numero 1 di via Bernascone, nel centro di Varese. L’atto di nascita della proto-Lega è racchiuso in quattordici facciate in carta libera, Lo sottoscrissero, nell’ordine, Manuela Marrone (maestra elementare), Marino Moroni (rappresentante di commercio), Umberto Bossi (editore), Pierangelo Brivio (commerciante, cognato di Bossi, nel 1996 fonderà con la moglie Angela l’Alleanza Autonoma Lombardia), Emilio Benito Rodolfo Sogliaghi (odontotecnico), Giuseppe Leoni (architetto). Manuela mette a disposizione la sua abitazione per le riunioni del neonato movimento.

Franca Bellorini, notaio di Varese, nei giorni scorsi durante una delle iniziative per celebrare i 40 anni dalla fondazione della Lega di Umberto Bossi
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Notaio Bellorini, che cosa ricorda di quella giornata?

"A fare da tramite fu Leoni, un architetto noto a Vergiate, che era già stato mio cliente. Lo redassi come un normale atto. Avevo davanti a me un gruppo di persone, amiche fra di loro, che volevano mettere nero su bianco la volontà di far raggiungere alla Lombardia l’autonomia amministrativa e culturale. Nell’atto non c’era una connotazione politica, quella venne dopo. Controllai la legittimità delle parti. Il mio ruolo fu quello di apporre un sigillo a un evento".

Le spese vennero pagate da Leoni.

"Leoni era il più infervorato, era lui che mi portava i documenti. Pagarono le sole spese di registro, nessun onorario. Era mio costume professionale, quando veniva costituita un’associazione: un notaio deve essere al di sopra delle parti".

Oltre a Leoni conosceva qualcuno degli altri?

"Non conoscevo Bossi, non lo avevo mai visto, non ho un ricordo particolare. Ricordo invece uno scambio di battute con la ragazza che sarebbe diventata sua moglie, Manuela Marrone. Mi disse che era figlia di siciliani e io le risposi che mia mamma era siciliana. Concludemmo che eravamo due oriunde. Mio padre era invece assolutamente ‘longobardo’ come famiglia, Milano, il Lago Maggiore, nonna austriaca. Degli altri ricordo il nome di Sogliaghi perché la sede fu indicata a casa sua a Milano".

È vero che al tempo le sue simpatie andavano al Partito socialdemocratico?

"Non è vero. È una fake. Credo che sia nata perché mio marito una volta si era candidato, ma solo per fare numero, in una lista socialdemocratica per le elezioni amministrative a Varese. Io ero e sono liberale. Al tempo dell’università ero una seguace di Malagodi".

Che impressione ricavò da quei sei pionieri?

"Nel mio lavoro sono assolutamente asettica. Registrai che si costituiva quell’associazione così come, in tanti anni di lavoro, ho registrato la nascita di associazioni culturali, sportive, di ricerca, alcune andate avanti, altre no. Per questa associazione si deve tornare indietro a quell’epoca, agli anni Ottanta. Si sarebbe potuto pensare che fossero dei sognatori. Ma oggi si può dire che sono stati sicuramente dei lungimiranti".

La Lega lancia così il primo vagito. Curiosamente non è quello della primogenitura autonomista. Il 31 maggio 1978 è nato il Movimento per la Rinascita piemontese di Roberto Gremmo con un periodico che si chiama Arnassita piemontèisa . Nel 1980 Bossi ha fondato la sua prima sigla politica, l’Unolpa, Unione Nord Occidentale Lombarda per l’Autonomia. Con Bruno Salvadori, leader dell’Union Valdôtaine, movimento autonomista della Valle d’Aosta, e con Roberto Maroni ha fondato una società editoriale che pubblica la rivista Nord Ovest . L’8 giugno 1980 Salvadori è morto in un incidente stradale e il giornale, finanziato dallo stesso Salvadori, è stato costretto a chiudere. Due anni dopo il futuro fondatore della Lega ha creato un nuovo giornale, Lombardia Autonomista: il primo numero è uscito nel mese di marzo come supplemento di Rinascita Piemontese di Gremmo. Ecco la ragione per cui Bossi, nell’atto costitutivo della Lega Autonomista Lombarda, è indicato come "editore".

Nel 1983 Bossi si è presentato alle elezioni politiche in alcune circoscrizioni della Lombardia nella formazione triestina del Melone: 157 preferenze nella circoscrizione Como-Sondrio-Varese, 6 nella circoscrizione Milano-Pavia, 3 nella circoscrizione Mantova-Cremona. Solo la Liga Veneta, più radicata sul territorio, ha conquistato un deputato. Il debutto politico della Lega Autonomista Lombarda è alle Europee 1984, alleata con Liga Veneta, Partito del Popolo Trentino Tirolese, Movimento Piemont, sotto il nome di coalizione Liga Veneta-Unione per l’Europa Federalista. Il futuro Senatùr prende 1.630 preferenze.