Le mosse del governo, banche, extraprofitti tassati. Il vicepremier Salvini: "Risorse per mutui e lavoro"

Ponte sullo Stretto, nonostante le polemiche salta il tetto agli stipendi dei super manager. Allargata la procedura ’light’ per le intercettazioni anche ai reati connessi alla mafia.

I fucili della politica sono tutti puntati sullo sfondamento del tetto degli stipendi per il ponte sullo Stretto. In realtà il passaggio nevralgico delle numerose norme del decreto ’Asset’ che il consiglio dei ministri ha affrontato, con il dl giustizia nell’ultima riunione, riunione (quasi tre ore) prima della pausa estiva sono i tassisti.

Le mosse del governo  Banche, extraprofitti tassati  Il vicepremier Salvini:  "Risorse per mutui e lavoro"
Le mosse del governo Banche, extraprofitti tassati Il vicepremier Salvini: "Risorse per mutui e lavoro"

Fanno tale rumore le loro proteste contro un governo considerato amico che, alla fine, viene cancellato dal provvedimento entrato a Palazzo Chigi lo scoglio maggiore per i conducenti delle auto bianche: il cumulo delle licenze. Di fronte alla minaccia di uno sciopero e del blocco delle città della categoria da sempre suo bacino elettorale, il governo fa un passo indietro. Basterà per far digerire l’aumento del 20% delle licenze? "Quella modifica era la loro principale richiesta – assicura il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, incaricato dalla premier di trovare una soluzione – Abbiamo dato una prima risposta immediata all’emergenza: ora il confronto prosegue".

Assieme a lui, nella conferenza stampa alla fine del cdm ci sono i colleghi Lollobrigida, Nordio e il vicepremier Salvini. Manca la premier ("forse per evitare domande scomode", dicono i maligni). E non c’è il titolare dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Al suo posto, è il capo della Lega che illustra la misura "di equità sociale" firmata dal Mef e varata un po’ a sorpresa: il prelievo (fino al 40%) sugli extraprofitti macinati dalle banche nel primo semestre del 2023 grazie al rialzo dei tassi che dovrebbe fruttare oltre due miliardi e servirà "a raccogliere fondi per il calo delle tasse, il taglio del cuneo e i mutui della prima casa sottoscritti in passato".

Giura Salvini che no, non ci sono state polemiche: tutto è filato per il verso giusto. "Non abbiamo litigato". Certo è che sui taxi la posizione di Lega e FI era più cauta rispetto a FdI, e il partito di Giorgia Meloni non ha fatto mistero di digerire a fatica la deroga al tetto dei compensi per i super esperti che lavoreranno al Ponte sullo Stretto. "Questo intervento non è destinato agli amministratori ma ai dirigenti, afferma Salvini. Che difende la scelta: "Bisogna essere competitivi per attrarre ingegneri ed esperti di valore", insiste il leader della Lega.

Tant’è: altro piatto forte della riunione in cui si è ragionato pure della riforma dei servizi (in capo al sottosegretario Mantovano) che dovrebbe andare in porto in autunno e a regolare meglio le Sos (segnalazioni per operazioni sospette) in relazione alla privacy, è il decreto sulla giustizia che, tra l’altro, allarga la procedura ’light’ per le intercettazioni anche ai reati connessi alla mafia. Prevale la linea di Meloni ma il guardasigilli Nordio fa buon viso a cattiva sorte. "Sono contrario alle intercettazioni a strascico e alla diffusione pilotata delle intercettazioni", spiega sottolineando che l’intervento approvato ha " lo scopo di dare una definizione certa a quelle che erano le incertezze giurisprudenziali che hanno portato a oscillazioni nelle sentenze", come è avvenuto con la sentenza 34895 della Cassazione". A dire l’ultima parola su quella che appare quasi una ’manovra estiva’ , considerando la quantità di norme che spaziano dall’inasprimento delle pene per chi appicca gli incendi al granchio blu, sarà il Colle, che già aveva acceso un faro sui decreti omnibus.