L’assordante silenzio del Parlamento

Marcella Cocchi Qualunque fosse stato l’esito del voto, paradossalmente, avrebbe avuto meno importanza del primato conquistato dal Veneto. Ossia che sul fine...

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Qualunque fosse stato l’esito del voto, paradossalmente, avrebbe avuto meno importanza del primato conquistato dal Veneto. Ossia che sul fine vita si è dovuta muovere una Regione, perché chi legifera a Roma in questi anni si è reso complice di un silenzio normativo assordante. Dal 2019 c’è una sentenza della Corte costituzionale, la 242, che riconosce come dinanzi a una situazione di non ritorno sia comprensibile che il paziente pensi di gestire il fine vita. Eppure non è mai stato previsto uno straccio di percorso legale a un’evenienza tanto delicata. Finora si sono mossi solo (e in ordine sparso) i tribunali. Il padre di Eluana Englaro, per esempio, ottenne il via a sospendere l’alimentazione della figlia mica dal Parlamento, da un giudice.

In un’intervista al Qn, Augusto Barbera, presidente della Corte Costituzionale, ha detto: "Sui diritti civili abbiamo tentato di coinvolgere il Parlamento senza però ottenere risultati. E se non interviene, sono costretti a muoversi tribunali e Regioni".

Il governatore Luca Zaia, leghista anomalo, ci ha provato a smuovere le acque, è stato bocciato dal fuoco amico, non solo di FdI. Ma un messaggio è arrivato lo stesso: non si possono lasciare i cittadini nel buio normativo su un tema che tocca tante disperazioni. Al numero bianco coordinato dall’associazione Coscioni per informare sul fine vita, arrivano 38 richieste di aiuto al giorno: impossibile sostenere che la questione sia priva di interesse. I numeri non hanno cancellato il segnale politico. Ed è che un buon amministratore si deve muovere laicamente se si tratta di garantire un diritto che poi potrà essere espletato (oppure no): questione di civiltà. Mentre si parla di terzo mandato e si ristabiliscono gli equilibri nel centrodestra, Zaia ha fatto sua una battaglia scomoda anche rispetto alla linea di Salvini e a prescindere dal voto dei suoi alleati, in una regione storicamente cattolica, rivendicando la necessità di entrare in un terreno caro a sinistra. Ha lanciato, pur senza pubblicizzarlo, un guanto di sfida ai suoi avversari, ma anche ai suoi. Destinazione: urne.