Giovedì 18 Aprile 2024

La stretta nelle scuole. Stop a smartphone e tablet anche per usi didattici

Il ministro dell'Istruzione Valditara annuncia il divieto di smartphone e tablet nelle scuole elementari, medie e dell'infanzia, per motivi didattici e disciplinari. La decisione è stata accolta positivamente da DirigentiScuola e Moige.

La stretta nelle scuole. Stop a smartphone e tablet anche per usi didattici

La stretta nelle scuole. Stop a smartphone e tablet anche per usi didattici

Niente più telefonini alle scuole elementari, medie e dell’infanzia. E nemmeno tablet. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara annuncia le nuove linee guida. E fa sapere che verrà di fatto vietato l’uso anche per scopi scolastici. Per ragioni di didattica: l’Unesco ha già raccomandato il divieto di utilizzo nelle classi. E per ragioni disciplinari, perché spesso l’utilizzo improprio diventa un elemento di tensione tra studenti e docenti.

Attualmente meno di un Paese su quattro vieta i cellulari nelle scuole. La capofila è stata la Francia nel 2018. Poi la stessa strada l’hanno imboccata Svezia, Finlandia e Olanda. In Italia c’era già un divieto che risale al marzo 2007: l’allora ministro Fioroni spiegò che erano "un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente". Nella circolare del 19 dicembre 2022 si ribadiva il divieto ma consentendone l’uso per fini didattici. E già all’epoca il ministro invitava il personale scolastico e i dirigenti a "contrastare utilizzi impropri o non consentiti" di tablet e cellulari.

Ora lo smartphone sarà di fatto vietato nelle scuole dell’infanzia, elementari e medie; il tablet sarà sconsigliato alle elementari e alle medie. Per le primarie è invece raccomandato l’uso del tablet "esclusivamente per finalità didattiche e inclusive". Meno distrazioni e più responsabilità, dice il ministro: "Difendere il corpo docente significa difendere il principio di autorità". L’annuncio piace a DirigentiScuola, che ritiene la scelta adeguata "per combattere il bullismo", ma il sindacato auspica anche che non si facciano passi indietro sul digitale in classe. L’associazione di genitori Moige applaude: "La finalità primaria della scuola non è quella di promuovere il ragazzo, ma di formarlo ed educarlo alla vita".