Intelligenza artificiale. L’addio di Amato alla Commissione. Arriva padre Benanti

Dopo le dichiarazioni di Meloni, l’ex premier lascia la presidenza. L’incarico passa al teologo, unico italiano membro del Comitato Onu. "Gli algoritmi possono aumentare l’odio sociale e creare falsi nemici".

Intelligenza artificiale. L’addio di Amato alla Commissione. Arriva padre Benanti

Intelligenza artificiale. L’addio di Amato alla Commissione. Arriva padre Benanti

Sarà padre Paolo Benanti a sostituire Giuliano Amato alla presidenza della Commissione sull’Intelligenza Artificiale. L’ex presidente della Corte Costituzionale ha annunciato ieri le sue dimissioni dopo che durante la conferenza stampa di giovedì scorso la premier Giorgia Meloni aveva detto che la sua nomina non era stata fatta da Palazzo Chigi. La polemica con la premier era partita da un’intervista rilasciata dallo stesso Amato al Corriere della Sera in cui il Dottor Sottile aveva paventato il rischio che la Consulta venisse percepita come un pericolo dalle destre populiste perché difende i diritti dei deboli e delle minoranze, come accaduto in Polonia e in Ungheria.

LA POLEMICA MELONI-AMATO

La premier si era detta "basita" dalle parole di Amato: "Questa idea della democrazia per la quale quando vince la sinistra deve avere le prerogative della maggioranza e quando vince la destra no non mi piace". E ancora: " Il mondo in cui la sinistra ha più diritti degli altri è fi-ni-to. Non è il mio mondo e farò di tutto per combatterlo. Tutti hanno gli stessi diritti e gli italiani decidono chi deve governare con le elezioni". Poi, sulla nomina, Meloni aveva aggiunto: "Credo si sappia che non sia una mia iniziativa...". Scatenando così la reazione di Amato: "Quella sull’Intelligenza Artificiale è una commissione della presidenza del Consiglio, e visto che la mia nomina non risulta essere un’iniziativa della presidente del Consiglio lascio senz’altro l’incarico". Aggiungendo anche un sarcastico "peccato, ci perdono qualcosa...".

LA NOMINA

Ieri il governo ha preso atto delle dimissioni di Amato. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria Alberto Barachini ha annunciato la nomina di Benanti: "In questi mesi di lavoro ho potuto conoscere la sua competenza e il suo equilibrio. Per questo sono onorato che abbia accettato l’incarico. Torniamo a lavoro dopo le feste natalizie con fiducia e con il desiderio di giungere presto a una prima relazione da presentare al premier Meloni e al collega Alessio Butti". Già martedì 9 gennaio i commissari cominceranno quindi a stendere la prima relazione.

CHI È PADRE PAOLO BENANTI

Teologo e filosofo francescano, Benanti, 50 anni, è membro – l’unico italiano – del Comitato di esperti sull’Intelligenza artificiale e sui possibili sviluppi delle "macchine intelligenti" delle Nazioni Unite. È professore di Etica alla Pontificia Università Gregoriana. È anche membro del Comitato di Coordinamento per il supporto al sottosegretario Alessio Butti nell’aggiornamento delle strategie sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, e consigliere di Papa Francesco sui temi dell’intelligenza artificiale e dell’etica della tecnologia. Dal 2018 fa parte dei trenta esperti del ministero dello Sviluppo economico che a livello internazionale elaboreranno la strategia dell’Intelligenza Artificiale. In un’intervista rilasciata all’Osservatore Romano, parlando dell’incarico all’Onu, Benanti aveva spiegato che tra i suoi compiti c’è quello di "valutare i rischi" dell’IA, perché "può essere utilizzata per aumentare l’odio sociale o creare nemici laddove non esistono. Una macchina che può influenzare così tanto l’opinione pubblica è da guardare con molta attenzione, soprattutto da chi vuole collaborare alla pace globale e all’equo sviluppo".