Lunedì 15 Aprile 2024

Il richiamo di Mattarella ai magistrati

Il presidente Mattarella richiama i giovani giudici alla responsabilità e all'imparzialità, in un contesto di criticità per la giustizia italiana. La Cassazione sottolinea l'importanza di terzietà e responsabilità. Speranze per un miglioramento.

De Robertis

Il presidente della Repubblica non parla mai a caso, ma quando parla di giustizia le sue dichiarazioni sono sempre estremamente pesate. Hanno, come dire, un potere "rafforzato" anche dal fatto che egli presiede il Consiglio superiore della magistratura.

Così le considerazioni rivolte ieri da Sergio Mattarella ai giovani giudici amministrativi assumono un significato particolare. "La funzione del magistrato va esercitata in modo autonomo e imparziale, adottando decisioni con un saldo fondamento normativo", ha detto il Capo dello Stato.

La rilevanza dei termini con il quale Mattarella ha voluto intervenire risiede anche nel delicato momento che sta attraversando la giustizia nel nostro Paese.

Da giorni le cronache dei giornali sono piene di notizie riguardanti una presunta azione di dossieraggio a cui alcuni magistrati avrebbero preso parte, come pure è di questa settimana la vicenda Consip, con l’assoluzione di persone riconducibili all’ex premier Matteo Renzi e alla contemporanea condanna di due carabinieri colpevoli di rivelazione di segreto d’ufficio ai suoi danni.

Mattarella pare quindi voler richiamare tutti alla responsabilità, ricordando ai magistrati i propri doveri. Evidentemente, anche se non l’ha detto e non lo poteva dire, ritiene che qualcosa non sia andato del tutto come doveva. E forse non è un caso che le parole del Capo dello Stato siano precedute solo di poche ore da quelle pronunciate da Margherita Cassano, primo presidente della Cassazione, in pratica – se fosse possibile stendere una classifica – la "toga" più importante del Paese: "Un magistrato moderno dovrebbe ricordarsi quanto siano importanti tre elementi chiave della nostra professione: terzietà, autolimite e responsabilità".

Chissà, forse si intravede davvero una luce in fondo al tunnel del difficile momento che (da tempo) attraversa la magistratura italiana.