Il rapporto Istat. Nuovo record per l’occupazione. Ma cresce il numero degli inattivi

Disoccupazione ai minimi dal dicembre 2008, diminuiscono anche i giovani senza lavoro. La ministra Calderone soddisfatta: "Sta crescendo la tendenza alla stabilizzazione".

La ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone
La ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone

Roma, 1 febbraio 2024 – Per trovare un altro dato simile si deve tornare al dicembre 2008. È da allora che in Italia non si registrava un tasso di disoccupazione al 7,2%. Ed è addirittura dal luglio del 2007 che non si aveva un livello di disoccupazione giovanile al 20,1%. Si spiega, dunque, come il governo canti vittoria. Ma il merito principale è della capacità di tenuta delle imprese. Tant’è che, come osserva l’esperto del mercato del lavoro Emmanuele Massagli, presidente della fondazione Tarantelli, "va confermandosi, seppure con qualche rallentamento non anomalo a fine anno, il trend che tanto agita, per motivi diversi, gli economisti (che non si spiegano i dati in miglioramento in un contesto macroeconomico in peggioramento) e i politici (che vorrebbero, da una parte, ascriversi ogni merito e, dall’altra, contestare al governo dati negativi). Il mercato del lavoro italiano è ancora in crescita e la perduranza di questa, costante da mesi, testimonia una solidità di fondo di questo fondamentale".

Cresce ancora, dunque, il fronte degli occupati, che a dicembre toccano un nuovo record: sono 23 milioni 754mila le persone con un posto nell’ultimo mese del 2023, un numero che non si era mai visto nelle relative serie storiche Istat e che il governo rivendica. Per l’occupazione, del resto, quello di dicembre è il quinto aumento consecutivo: il tasso sale al 61,9%. Allo stesso tempo, come fotografano i dati Istat, la disoccupazione scende al 7,2% (il livello più basso da dicembre 2008), quella giovanile al 20,1% (ai minimi da luglio 2007). Un andamento positivo su cui però influisce in parte anche l’aumento degli inattivi, ovvero delle persone che non hanno un impiego e neppure lo cercano. La platea dei senza lavoro così si riduce.

Il bilancio in dodici mesi vede così 456mila occupati in più, trainati per la quasi totalità dai dipendenti a tempo indeterminato, mentre calano quelli a termine. Un risultato su cui si sofferma la ministra del Lavoro, Marina Calderone: sta crescendo "la tendenza alla stabilizzazione".

Resta il tema dell’occupazione giovanile e delle donne, che – rimarca – è "una necessità" aumentare. "Avanti" così, commenta il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. "Siamo sulla strada giusta", dice anche il ministro delle Imprese e made in Italy, Adolfo Urso. L’incremento dell’occupazione contribuisce "alla tenuta dei redditi e dei consumi", sottolinea Confesercenti. Confcommercio evidenzia la dinamica positiva, ma anche le criticità dall’aumento degli inattivi, soprattutto donne. "Il merito, però, non è da ricercarsi in un qualche intervento legislativo specifico – spiega Massagli – ma nella resilienza e capacità di espansione delle imprese italiane. Non escludo che un contributo in termini di stabilità e clima sia venuto anche dai tanti rinnovi dei contratti collettivi nazionali intervenuti nell’ultima parte dell’anno, una prima e responsabile forma di condivisione di questo inaspettato buono stato di salute. In questo contesto, il ritorno dei tassi di crescita positivi degli occupati a termine non è un segnale preoccupante, essendo questa una tipologia contrattuale pro-ciclica. Allo stesso modo, è incoraggiante vedere tornare a crescere il numero dei lavoratori autonomi: dato certamente incoraggiato da un sistema fiscale di favore, ma anche testimone della tenuta del sistema produttivo a cui sono connessi molto servizi intellettuali".