Sabato 13 Aprile 2024

Il centrodestra. La vittoria di Marsilio blinda la maggioranza: "Andiamo avanti coesi"

Fari già puntati sulla Basilicata, dove il bis di Bardi è a rischio. E la premier serra già i ranghi in vista del voto europeo in giugno.

Il centrodestra. La vittoria di Marsilio blinda la maggioranza: "Andiamo avanti coesi"

Il centrodestra. La vittoria di Marsilio blinda la maggioranza: "Andiamo avanti coesi"

Senza rivali. A destra e a sinistra. Giorgia Meloni ha molti motivi per essere felicissima: la vittoria con ampio scarto di Marco Marsilio derubrica la sconfitta di misura in Sardegna a banale incidente di percorso. La speranzosa narrazione che prevedeva il famoso "cambio di vento" si è dimostrata una favola. Il sortilegio abruzzese che aveva finora condannato tutti i presidenti uscenti alla non rielezione è stato infranto proprio dal ’suo’ candidato. La premier se ne fa un vanto: "È per noi motivo di grande orgoglio che i cittadini abruzzesi abbiano voluto continuare a dargli fiducia, e con lui a dare fiducia al centrodestra, che si conferma maggioritario". Nella gioia c’entra qualcosa anche la paura che domenica all’ora di pranzo serpeggiava a Palazzo Chigi e in via della Scrofa. L’affluenza pareva in crescita e l’aumento dei votanti, per parere unanime dei tricolori, "aiuta sempre la sinistra". La premier, è vero, sembrerebbe aver perso 33.575 mila voti rispetto alle politiche, ma a guardar bene sono andati alla lista di Marsilio (33.102). Dunque, sempre in cassaforte stanno.

È naturale che i quattro leader di maggioranza festeggino insieme a pranzo a Palazzo Chigi, alla vigilia del consiglio dei ministri. Ma dei commensali solo tre gioiscono davvero; Salvini, il quarto, mastica amaro anche se sceglie di non farlo vedere: "Marsilio ha vinto con i 43 mila voti dalla Lega. Siamo stati determinati per il successo". La spina nella rosa che gli abruzzesi hanno regalato alla premier è questa e lei fa capire di saperlo, pur fingendo di parlare del centrosinistra: "Non importa che il campo sia largo – avverte su X – importa che sia coeso". Parole dettate anche dall’esigenza di evitare inutili polemiche, con l’obiettivo di convincere gli alleati alla massima cooperazione in vista dell’appuntamento con la maiuscola: le Europee.

Nella consapevolezza che la prossima sfida elettorale, in Basilicata, è complicata: il bis del governatore uscente, Vito Bardi, è a rischio. Ecco: un Salvini costretto in uno spazio sempre più esiguo potrebbe essere tutt’altro che "coeso". Forza Italia, che appare lanciatissima, ha un suo ruolo: si rivolge a un elettorato diverso da quello degli alleati, ed è l’unico partito che possa tentare l’arrembaggio ai moderati che non si riconoscono in Renzi o Calenda. La Lega, costretta a una concorrenza oggi impossibile con FdI, non ha più un ruolo, se non quello di partito locale e di rappresentanza degli interessi del Nord. Per la premier il ritorno del Carroccio alla dimensione originaria potrebbe forse essere l’orizzonte più gradito. Non è escluso che le cose vadano così: sarà il voto europeo a certificare se la coalizione che ha vinto nel 2022 ha cambiato pelle, ed è diventata un’alleanza tra popolari (FI) e conservatori (FdI), con l’aggiunta di un partito del Nord. Nonostante il rilievo di test nazionale che tutti hanno voluto assegnargli, in Abruzzo hanno votato 630.686 persone. E pure se il verdetto delle urne europee confermasse il segnale odierno le cose potrebbero non essere semplici. Anche per un "partito del Nord" è essenziale mantenere le leve del potere nelle sue roccaforti, specie in quel Veneto sul quale Giorgia vuole piantare la bandierina tricolore.

La vittoria insomma è indiscutibile. E forse a renderla ancora più dolce è la batosta che ha subito dall’altra parte della barricata Giuseppe Conte, che la leader di FdI preferisce non trovarsi di fronte come avversario. Quel rischio sembra quasi svanito. Ma nonostante i molti motivi di contentezza, qualche problema all’orizzonte il voto abruzzese lo prospetta. Per risolverlo la premier dovrà decidersi a diventare quel che finora non è riuscita ad essere. Una vera leader di coalizione e non solo di partito.