Giovedì 11 Luglio 2024
FRANCESCA CHILLONI
Politica

Il centenario della morte di Lenin. Nostalgia, bandiere e... palle di neve

A Cavriago poche persone a ricordare il rivoluzionario russo. Tra gadget pop e slogan anticapitalisti

Il centenario della morte di Lenin. Nostalgia, bandiere e... palle di neve

Il centenario della morte di Lenin. Nostalgia, bandiere e... palle di neve

CAVRIAGO (Reggio Emilia)

"Da questa piazza rossa che siano le parole di Lenin, ancora una volta, a guidarci e spronarci, a darci forza e fiducia nella titanica ma esaltante lotta contro il marcio ed inumano sistema capitalista, per la conquista del socialismo e del comunismo". Il 21 gennaio 1924 moriva nella Russia sovietica Vladimir Il’ic Ul’janov. Per celebrare il centenario ieri mattina le sigle politiche con falce e martello – dal Pmli al Pci, da Rifondazione a Socialismo italico – si sono riunite in piazza Lenin a Cavriago, davanti al Busto del filosofo-statista, tra i pochi monumenti sopravvissuti nel mondo occidentale, oggetto di pellegrinaggio e venerazione tra passione politica e folklore comunista.

La piazza, fiammeggiante di bandiere e garofani scarlatti, è stata teatro di canti e slogan, di discorsi storici, analisi geopolitiche e comizi d’attualità sui diritti dei lavoratori e delle donne, contro "le guerre di invasione" come quella in Palestina; contro l’imperialismo americano e cinese, "fase suprema del capitalismo"; contro il "governo fascista della ducessa" Meloni". Ad ascoltarli una sessantina di persone giunte da tutto il Nord e Centro Italia; altre erano riunite a Napoli, stante l’allerta maltempo che ha impedito la trasferta al monumento di Capri. Le celebrazioni si sono aperte sabato, con una conferenza del professor Gian Piero Piretto (autore del volume: L’ultimo spettacolo. I funerali sovietici che hanno fatto storia), organizzata dal Comitato Rosso17, che come souvenir ha prodotto palle di neve del Busto. Nel 2021, per l’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, il gruppo aveva invece venduto bustini fermacarte rosso fuoco: gadget pop andati a ruba. Il Pmli invece ha portato in piazza t-shirt rosse e spilline dei Maestri (Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao), oltre a un numero speciale de Il Bolscevico. Se Erne Guidi (Pmli nazionale), ha sottolineato l’attualità del pensiero leninista in un’epoca di crescenti disuguaglianze sociali ed economiche, il responsabile per l’Emilia-Romagna Denis Branzanti ha ripercorso il rapporto speciale tra la Russia sovietica e la Cavriago comunista, paese mitologico che resiste in filigrana sotto la Cavriago borghese odierna che ospita la seconda zona industriale più importante della ricca provincia reggiana, che va orgogliosa per aver plasmato l’identità politica di due Costituenti (il dc Giuseppe Dossetti e Nilde Iotti, la "first lady" del Pci) e quella canora di Orietta Berti.

Il legame di Cavriago con Lenin nasce nel 1919: durante il primo congresso della Terza internazionale a Mosca, lo statista lodò i compagni cavriaghesi che sostenevano la linea intransigente dell’Avanti! Nel 1921 il consiglio comunale – che di lì a poco dovette dimettersi a seguito delle violenze fasciste – approvò la donazione di "500 lire come incoraggiamento al governo proletario sovietista". Cavriago in realtà ospita due busti: uno "fake" in piazza, e l’originale in bronzo nel centro culturale, traslato lì lo scorso anno dopo essere stato prima custodito nella Casa del popolo, poi nel vecchio municipio. Venne donato nel 1970 a Cavriago dall’ambasciata dell’Urss. Era stato realizzato nel 1922 dagli operai della città ucraina di Lugansk e collocato davanti ad una fabbrica di locomotive. Venne poi preso come bottino dai soldati italiani durante la Campagna di Russia, e portato in Italia, dove nel dopoguerra fu restituito all’ambasciata. Numerose le leggende sul trasporto del Busto fino a Cavriago: la più accreditata parla di un gruppo di compagni che, con un camioncino, operarono un "esproprio proletario" all’ambasciata per aggirare la burocrazia sovietica (revisionista, come dicono dal Pmli) che era farraginosa anche nei doni.