"Guadagni indecenti. Assurdo lo stop ai pesticidi"

I trattori del Coordinamento Riscatto Agricolo sono arrivati a Roma per protestare. Vogliono la rimozione delle condizionalità del Green deal, il giusto prezzo per i prodotti agricoli e la ridiscussione dell'obbligo di ridurre l'uso dei pesticidi entro il 2030.

"Guadagni indecenti. Assurdo lo stop ai pesticidi"

"Guadagni indecenti. Assurdo lo stop ai pesticidi"

ROMA

Salvatore Fais, cofondatore del Coordinamento Riscatto Agricolo, siete arrivati a Roma?

"I trattori del presidio di Orte sono partiti in mattinata, hanno raggiunto Viterbo, hanno viaggiato lungo la Cassia e nel pomeriggio i primi sono arrivati al presidio sulla via Nomentana, appena dentro il Grande raccordo anulare. Gli altri arriveranno stanotte. Ancora siamo pochi, circa 300 mezzi, il grosso, altri 1.200 trattori almeno, arriverà nei prossimi giorni".

Come intendete articolare la vostra protesta nella capitale?

"L’obiettivo è fare una grande manifestazione probabilmente venerdì, al massimo sabato. Concorderemo i dettagli con la Questura".

Volete manifestare anche con i trattori?

"Certo, sennò la gente ha fatto 400 chilometri per cosa? Speriamo che lo capisca pure la Questura. Sennò una soluzione si trova".

Avete avuto contatti con il ministro dell’Agricoltura o con Palazzo Chigi?

"Segnali sono stati mandati, stiamo aspettando qualche chiamata. Per ora, niente. Ma credo che arriveranno, non possono ignorarci".

Andrete a Sanremo?

"Ci sono dei contatti in quella direzione. vediamo se ci vogliono".

Andreste sul palco dell’Ariston con l’altro gruppo, gli Agricoltori Traditi di Calvani?

"Tengo a precisare che noi non sposiamo nessuna iniziativa di Calvani. Siamo due gruppi diversi, abbiamo dialogato, ma restiamo autonomi perché a noi non interessano contatti con la politica. Ognuno per la sua strada".

Cosa volete?

"Vogliamo che vengano rimosse le condizionalità previste nel Green deal, vogliamo che venga ridiscusso l’obbligo di ridurre del 50% l’uso dei pesticidi entro il 2030 che è stato imposto mentre l’Ue importa di tutto da Paesi senza norme ambientali come le nostre. Non vogliamo poi che venga reintrodotta, come stato fatto, l’Irpef sui terreni agricoli. E poi vogliamo che ci venga dato il giusto valore dei nostri prodotti. Oggi sono sottopagati, i ricavi sono abbondantemente inferiori ai costi di produzione e questo, purtroppo, dura da decenni: non vogliamo contributi, chiediamo solo la dignità del giusto prezzo. È indecente che del prezzo che pagano i consumatori a noi venga solo una percentuale minima: è tutta la filiera che va ripensata per consentire agli agricoltori, specie ai piccoli, di vivere e di produrre prodotti di qualità".

A. Farr.