Giovedì 13 Giugno 2024
BRUNO VESPA
Politica

Ora va ripensato il finanziamento ai partiti

I costi della politica: la gente arriccia il naso, ma se anche il trasparente diventa illecito, qualche riflessione va fatta

Giovanni Toti

Giovanni Toti

Severino Citaristi mi fissava con lo sguardo mite e perduto dell’uomo onesto e malato. Sa quanti anni di carcere dovrebbe scontare?, gli chiesi. "Sedici?", mi disse con un filo di voce. "Ventitré", risposi. Tutto il Parlamento diede atto che Citaristi, segretario amministrativo della Dc, non aveva tenuto per sé un centesimo. Ma era responsabile di tutti i finanziamenti illeciti al suo partito e non trovò un giudice dubbioso come Di Pietro: Raul Gardini era salito nella sede del Pds con una valigetta con un miliardo in contanti, ma Di Pietro non se la sentì di procedere perché non sapeva se l’imprenditore era salito al quinto piano (amministrazione) o si era fermato al secondo (segreteria politica).

I segretari amministrativi del Pci/Pds (Stefanini) e del Psi (Balzamo) morirono d’infarto. Citaristi di tumore. Perché non dichiarava i finanziamenti al partito? "Ce lo chiedevano le imprese per non avere problemi con gli altri". Adesso Giovanni Toti è agli arresti domiciliari pur avendo tracciato tutti i finanziamenti ricevuti. Erano frutto di corruzione? Bisogna provarlo e allo stato l’accusa è molto fragile. Toti era un bravo giornalista e lo ha dimostrato diffondendo alla fine dell’interrogatorio una memoria che deve aver messo fortemente in imbarazzo l’accusa.

È certamente uno strumento di parte, ma lì si dimostrano alcune cose. Spinelli dava soldi a tutti secondo la convenienza politica del momento. I padroni del porto erano lui e il patron di Msc, l’armatore Aponte (fantastico che l’uno facesse spiare l’altro). Toti mediava e si barcamenava, ma non chiudeva la porta in faccia nemmeno a persone da cui non riceveva nulla.

È difficile che il giudice ridia subito la libertà a Toti, è difficile che possa negargliela il tribunale del riesame. Ma saranno passate ormai le elezioni e il danno politico è fatto. Resta la riflessione sul finanziamento pubblico dei partiti. La gente arriccia il naso, ma se anche il trasparente diventa illecito, qualche ripensamento va fatto. (Il primo a chiedere per iscritto una tangente fu Giuseppe Mazzini…).