Domenica 19 Maggio 2024

Europee 2024, Stefano Bonaccini è capolista nel Nord Est: “Un nuovo inizio. Non me ne vado dall’Emilia Romagna”

L’annuncio di Elly Schlein: “Sfida decisiva, la sua esperienza decennale da Governatore e il suo ruolo di presidente del Pd ne fanno una proposta molto forte per la battaglia che vogliamo condurre”. Il prossimo passo sono le Regionali

Bologna, 20 aprile 2024 – "Il futuro è l’Europa”, dichiara Stefano Bonaccini in un lungo video messaggio con cui conferma di aver accettato la sfida delle elezioni Europee.

“Le elezioni dell’8 e il 9 giugno sono una sfida decisiva per il futuro dell’Europa”, afferma in una nota, la segretaria del Pd Elly Schlein. “E dobbiamo schierare tutte le energie migliori di cui disponiamo. Per questa ragione ho chiesto a Stefano Bonaccini di guidare la lista del Nordest: la sua esperienza decennale da presidente dell'Emilia-Romagna e il suo ruolo di presidente del Pd ne fanno una proposta molto forte per la battaglia che dobbiamo condurre e l'Europa che vogliamo costruire. Lo ringrazio per aver accettato”. 

Ora è ufficiale, dunque. Stefano Bonaccini è candidato alle elezioni Europee (si voterà l’8 e il 9 giugno) e correrà da capolista nel Nord-Est.

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Il Governatore dell’Emilia Romagna l'ha spuntata sugli altri nomi che erano in lizza: ovvero Annalisa Corrado, esperta sul Clima per la segreteria Pd e fidatissima di Schlein che diventa così la numero due; le europarlamentari uscenti Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti; ma anche su Ivan Pedretti dello Spi-Cgil e i veneti Alessandro Zan e Andrea Zanoni.

Stefano Bonaccini è il capolista per la circoscrizione Nord Est alle Europee 2024
Stefano Bonaccini è il capolista per la circoscrizione Nord Est alle Europee 2024

Sommario

Bonaccini: "Un nuovo inizio”

"Care e cari emiliano-romagnoli, oggi parlo direttamente a tutte e tutti voi", comincia così il video intervento del Governatore sul suo canale Facebook, con cui spiega i motivi della sua candidatura alle elezioni europee. “La segretaria del Partito Democratico, il mio partito, Elly Schlein, mi ha chiesto di candidarmi alle prossime elezioni europee in rappresentanza di questa terra e di questa comunità. E io ho deciso di accettare".

una scelta nata da una riflessione lunga – aggiunge –. Sono stati, per me, 10 anni importantissimi, alla guida di questa Regione. Belli, faticosi, ma molto importanti. Quando fui eletto la prima volta, nel 2014, ero consapevole della responsabilità che mi caricavo sulle spalle. L'Emilia-Romagna viveva in quel momento uno dei punti più bassi della propria storia. Ricorderete: la fiducia nella politica era ai minimi termini, con un'affluenza alle regionali inferiore al 37%. Erano gli anni della crisi finanziaria e della recessione. Per di più eravamo stati colpiti dal drammatico terremoto del 2012. Oggi, grazie allo straordinario lavoro che abbiamo fatto tutti insieme, l'Emilia-Romagna è la locomotiva d'Italia. È la Regione che da nove anni cresce più di tutte, con la disoccupazione ai minimi, e che rappresenta un'eccellenza a livello internazionale per innovazione, attrattività e qualità della vita. Dobbiamo essere orgogliosi di questi risultati, raggiunti insieme a tutte le parti sociali, ai territori, alle professioni, alle associazioni e al Terzo settore, tutti riuniti nel Patto per il Lavoro e per il Clima".

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"Il futuro è l’Europa”

"Ho accettato la sfida delle elezioni europee perché sono convinto che il futuro sia l'Europa”, continua il Governatore. “Lo è per l'Italia, che senza un'Europa forte e unita conterebbe sempre meno, al pari degli altri piccoli Paesi del nostro continente. Mentre per l'Emilia-Romagna l'Europa è già il presente, essendo la nostra una regione aperta al mondo. Basti guardare ai risultati straordinari del nostro export: pensate che nel 2023 ciascuno di voi ha esportato, a testa, per un valore superiore ai 19 mila euro: 2 mila in più di ogni veneto e 3 mila in più di ogni lombardo”.

"È in Europa che si costruiscono le condizioni per la pace o ci si arrende alla guerra: senza un'Europa più forte e più unita resteremo spettatori impotenti delle decisioni prese da altri – chiosa –. Io penso che l'Emilia-Romagna debba giocare un ruolo da protagonista in Europa. È questa la prima ragione che mi ha convinto ad accettare questa nuova sfida al servizio dell'Emilia-Romagna e del Paese. La seconda ragione è che non possiamo lasciare l'Europa in mano a chi nega i cambiamenti climatici, o a chi protesta senza aver agito con competenza e capacità nel momento in cui le decisioni venivano prese. Non possiamo consegnare l'Europa a chi pensa di poter isolare l'Italia dal resto del mondo, a chi vuole costruire muri e assiste impotente alle guerre, come se non riguardassero anche no”.

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Prossimo passo: Regionali

Ora inizia l'attesa discussione sulle Regionali. Il dossier è nelle mani del Pd dell’Emilia-Romagna, con il segretario Luigi Tosiani pronto a dare il via a un percorso ordinato che prevede subito la convocazione degli organismi regionali del partito – segreteria e Direzione – per lanciare "una campagna elettorale permanente" fino alla data del voto per viale Aldo Moro (con Bonaccini in Europa, si puntano le fiches su novembre). Uno dei primi temi saranno sicuramente le primarie.

I nomi sul tavolo per la candidatura a governatore sono sempre gli stessi, hanno diverso credito gli assessori della giunta: Irene Priolo, Vincenzo Colla (dato in pole da tempo), Andrea Corsini. Resta in quota anche Michele De Pascale, sindaco di Ravenna. 

“Io non me ne vado dall’Emilia Romagna”

Se Bonaccini venisse eletto, si porrebbe il dubbio del suo ruolo da governatore in carica (visto che le elezioni Regionali si terrebbero il prossimo autunno), ma su questo punto ha risposto lui stesso: “Io non me ne vado dall’Emilia Romagna, non me ne andrò mai. Ricoprirò a tempo pieno il mio ruolo, se sarò eletto, fino alla prossima estate, fino all’ultimo giorno. Per me parlano la mia storia, la mia agenda che mi ha visto in questi anni in giro nei territori dal lunedì mattina alla domenica sera, piena di impegni e cose importanti da fare per le nostre comunità”.

"Se c'è una cosa che ho imparato nella mia lunga esperienza di amministratore – dice ancora Bonaccini del video – è che per contare davvero e per fare bene servono competenza e concretezza; bisogna conoscere i problemi per poterli affrontare e risolvere. È quello che ho cercato di fare in questi anni in Emilia-Romagna, passando tantissimo tempo tra di voi. Ed è responsabilità nostra portare nell'Europa che vogliamo l'Emilia-Romagna che abbiamo costruito e l'Italia che vogliamo cambiare. Per questo ho accettato di mettermi alla testa di questa nuova battaglia. Faccio questa scelta con la stessa consapevolezza e la stessa responsabilità che mi portò 10 anni fa ad accettare di candidarmi a presidente dell'Emilia-Romagna”.

I nomi in lizza per le altre circoscrizioni e l’incognita Schlein

Rimane ora da sapere quali saranno i capolista ufficiali del Pd nelle altre circoscrizioni: ci sono molti incastri da mettere a punto, per questo si saprà qualcosa di nuovo probabilmente domani, in mattinata infatti si riunisce la Direzione del Pd per il varo delle liste.

Per la circoscrizione del Nord Ovest il nome è quello di Cecilia Strada. Per il Sud c’è Lucia Annunziata, che era l’unica candidatura insieme a quella di Antonio Decaro annunciata ufficialmente da Schlein. Al loro seguito figurano la vicepresidente del Parlamento Ue Pina Picierno e l'ex-parlamentare Lello Topo e Sandro Ruotolo.

Ma la vera incognita riguarda la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. Dopo le prime discussioni mesi fa sulla possibilità che fosse stata lei la capolista di tutte le circoscrizioni, alla fine probabilmente lo sarà invece ‘solo’ di due: al Centro e nelle Isole.

Al Centro in particolare la corsa da capolista è contesa da Nicola Zingaretti; l'uscente Camilla Laureti, unica eurodeputata nella squadra dem di Strasburgo che ha sostenuto la segretaria al congresso; poi l'ex-direttore di Avvenire Andrea Tarquinio, il sindaco di Firenze Dario Nardella, quello di Pesaro Matteo Ricci. Tra le donne l'ex-deputata Alessia Morani.

Nelle Isole sono in lista il senatore Antonio Nicita, Giuseppe Lupo e l'uscente Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e personalità simbolo sulla questione migranti.