Martedì 23 Aprile 2024

Elezioni regionali Abruzzo, Pezzopane (Pd): "La coalizione è compatta, mandiamo Marsilio a casa"

L’ex deputata aquilana: con Conte abbiamo sempre lavorato bene. "Da venti punti di distacco al recupero. Con D’Amico i progressisti vinceranno"

Roma, 5 marzo 2024 – Stefania Pezzopane, ex presidente della provincia dell’Aquila ed ex parlamentare Pd, da consigliera nel comune capoluogo pensa che il vento sardo possa spingersi fino all’Abruzzo?

"È la grande speranza per cui non ci siamo risparmiati. Abbiamo costruito una coalizione compatta che unisce tutta l’area progressista ben oltre un ‘campo largo’".

In Sardegna l’apporto della 5stelle Todde (40mila voti più della coalizione) si è rivelato il valore aggiunto. Anche in Abruzzo l’indipendente ex rettore Luciano D’Amico può esser determinante?

"Gli abruzzesi stanno molto apprezzando D’Amico, che ha fatto bene in ogni ruolo, dagli incarichi accademici a quelli civici. Siamo partiti per una mission impossible 20 punti sotto, ma di giorno in giorno la forbice si restringe e puntiamo al sorpasso. Il successo di Todde sta dando una bella spinta. È stata parlamentare e sottosegretaria, oltre che manager: una rinnovatrice, non un’improvvisazione".

In ciò va letta una domanda di rinnovamento della classe politica anche dei dem?

"Il rinnovamento è una parola importante: c’è questa richiesta e il campo progressista abruzzese ha fatto una proposta nuova, senza inutili improvvisazioni".

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Stefania Pezzopane
Stefania Pezzopane

A scapito delle interferenze nazionali, il focus della campagna elettorale sarda è stata la sanità. In Abruzzo su cosa verterà la scelta degli elettori?

"La sanità è anche qui il tema. La destra sta penalizzando dappertutto il sistema pubblico a vantaggio del privato, che non tutti possono permettersi a danno alla salute dei cittadini. Soldi non spesi, liste d’attesa, manager intrecciati con la politica, mobilità extraregionale in aumento, edilizia sanitaria al palo: un disastro. E in tutto questo l’assessora del caos sanità scappa dalla Lega per candidarsi nella lista Marsilio. Inoltre le infrastrutture: fondi non spesi e poi scippati dal governo Meloni per le proprie esigenze e marchette, restituiti solo in parte in questi giorni per la ferrovia Pescara-Roma. Senza dimenticare la ricostruzione post-terremoto".

Come valuta il rapporto con i 5Stelle? Conte alterna il ruolo di alleato e di concorrente...

"Da deputata ci ho lavorato molto bene quand’era premier: mi ha appoggiato in tutte le battaglie per la ricostruzione. Ha capito che non potevamo fermarci anche quando le risorse erano limitate dall’emergenza Covid. D’Amico è stato scelto insieme, senza imposizioni, nel segno della convergenza, specie dove si cerca di espugnare i fortini della destra. Sulla politica estera ci sono poi differenze importanti, in vista delle europee".

Cosa pensa del terzo mandato, oggetto di un dibattito trasversale agli schieramenti che investe anche il Pd?

"Io sono favorevole. Se si teme che i sindaci instaurino potentati, avviene certo di più nei piccoli centri, dove non c’è voto d’opinione, che nelle città. E nelle Regioni il terzo mandato è ancor più utile. Bisogna solo rendere possibile la candidatura, poi sceglierà la cittadinanza ".

Pensa che la segretaria Schlein farebbe bene a candidarsi alle Europee in una sfida simmetrica con Meloni?

"Le scelte da fare sono innanzitutto programmatiche. L’Europa rischia di andare in mano a governi populisti e antieuropei e non sempre gioca più il suo ruolo: pensiamo alle grandi questioni internazionali in cui è praticamente trasparente. Di donne e uomini di valore da candidare ne abbiamo fortunatamente tanti. Io preferirei che Schlein non seguisse la strada populista e machista di Meloni".

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