Roma, 8 marzo 2018 - Nelle ambasce del dopo elezioni, il Pd naviga a vista. Ieri sera Matteo Orfini ha reso noto che le dimissioni di Matteo Renzi ora sono 'formali', oggi Ettore Rosato diffonde un'altra notizia: "Renzi non parteciperà alle prossime primarie del partito. Lo farà Calenda? Si è appena iscritto...", dice il capogruppo del Pd alla Camera intervenento stamattina a Omnibus. 

Rosato, che dunque esclude la possibilità che Calenda corra alle primarie Pd, afferma poi con forza l'intenzione del suo partito di non voler dar vita a un governo nè con il centrodestra nè con il M5s. "Chi ha ricevuto dagli italiani il mandato a governare lo faccia e dimostri le proprie capacità", sottolinea.

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LA SCONFITTA DI TUTTI - Nel suo editoriale su Democratica Andrea Romano sottolinea che non è stato solo Renzi a perdere: "Il rito dell'umiliazione del leader sconfitto da parte di coloro che ne avevano condiviso fortuna e responsabilità, noto anche come 'calcio dell'asino', è una delle abitudini più penose e ricorrenti della storia italiana -  scrive - Non deve dunque stupire che anche Matteo Renzi stia subendo in queste ore lo stesso trattamento. La sfilza di 'l'avevo detto', 'l'ho sempre pensato', 'ma come avete fatto a non capirlo' etc. è sostanziosa, imbarazzante ma soprattutto inutile".

EMILIANO - Fuori dal coro il governatore della Puglia Michele Emiliano: "E' evidente che la crisi non può che avere l'esito di un governo Cinquestelle sostenuto dall'esterno dal Pd", insiste Emiliano riferendosi anche alle parole di Napolitano rispetto alla crisi del partito. 

Poi cambia argomento: "Questo è il momento non di fare entrare personaggi in cerca d'autore del Pd, ma riportare Bersani, Speranza, Grasso dentro il Pd. Perché visto che Renzi si è dimesso e ha fatto il suo dovere, il suo gesto di generosità verso il partito, io credo sia il momento di riunificare il centrosinistra, di riportarlo ad un ragionamento ampio per ricostruire le ragioni di un partito progressista nel nostro Paese", ha detto il governatore pugliese sempre su La7, a L'aria che tira'. Quel personaggio in cerca d'autore, ha chiesto la Myrta Merlino, è Carlo Calenda? "No - ha risposto Emiliano - ho deciso di non parlare più di Calenda perché gli faccio solo un piacere quindi preferisco non parlare di Calenda. Mi riferivo in generale a tutti quelli che, non avendo niente a che vedere con la nostra storia - ha concluso - adesso sperano di sostituire nell'immaginario collettivo Renzi. Ma il nostro non è un partito che ha bisogno di uomini soli al comando".

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