Due Cpr in Albania. I giudici di Tirana:: "L’intesa è legittima"

La Corte costituzionale albanese ha respinto le critiche delle Ong e dell'opposizione locale sull'accordo tra Roma e Tirana sui centri per l'immigrazione, affermando che non lede l'integrità territoriale dell'Albania. L'intesa verrà ratificata e i centri per migranti costruiti dall'Italia inizieranno a operare nel 2024. La sentenza è stata accolta con soddisfazione da Fratelli d'Italia, mentre il Pd la considera inutile e costosa. Nei centri sarà applicabile il diritto albanese, ma le controversie saranno sottoposte alla giurisdizione italiana.

L’accordo raggiunto tra Roma e Tirana sui centri per l’immigrazione "non lede l’integrità territoriale dell’Albania". È quanto si legge nella sentenza della Corte costituzionale albanese che, respingendo le critiche delle Ong e dell’opposizione locale, spiana la strada all’applicazione del memorandum d’intesa firmato da Giorgia Meloni e dal premier albanese Edi Rama lo scorso novembre, grazie al quale verranno costruiti, da parte dell’Italia, due grandi centri per migranti in Albania nella primavera del 2024. A questo punto già tra pochi giorni riprenderà l’iter parlamentare per la ratifica dell’intesa, sospeso il 13 dicembre dalla stessa Corte per valutare i ricorsi. Una sentenza accolta con grande soddisfazione da Fratelli d’Italia. Secondo il capogruppo alla Camera, Tommaso Foti, "svaniscono definitivamente le speranze delle sinistre di veder fallire l’intesa. Con buona pace delle opposizioni – osserva – l’accordo entrerà in vigore e le politiche migratorie del governo Meloni proseguiranno spedite". Anche il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli parla di "una nuova vittoria di Giorgia Meloni" e di "una nuova sconfitta del Pd anche in modalità transnazionale". Ma per il dem Matteo Mauri questo protocollo è "inutile e costoso", deciso "per fare propaganda del governo prima delle Europee senza alcun effetto concreto sul numero di sbarchi". Nel leggere la sentenza, il presidente della Corte, Holta Zacaj, ha annunciato che nei centri sarà applicabile anche il diritto albanese, ma che le controversie che possono insorgere con i migranti accolti saranno "sottoposte esclusivamente alla giurisdizione italiana".