La deputata dei Verdi Eleonora Evi si dimette. “Non sarò la marionetta del pinkwashing”

“Mia figura sempre più oscurata perché avevo idee diverse e pretendevo di essere a conoscenza delle decisioni politiche”. Bonelli replica: “Accuse false, era contraria all’alleanza con Sinistra Italiana. Parità nello statuto”

La deputata Eleonora Evi

La deputata Eleonora Evi

Roma, 30 novembre 2023 – La deputata dei Verdi Eleonora Evi si dimette, stanca di fare la “marionetta del pinkwashing”, ovvero della parità di genere di facciata. L’annuncio arriva via social, dove Evi annuncia le dimissioni da coportavoce di Europa verde, un ruolo “ridotto a mera carica di facciata”, spiega. L'altro coportavoce è Angelo Bonelli, deputato di Avs. Lascio “pur restando fermamente convinta della necessità di un progetto ecologista italiano coraggioso e contemporaneo, e non l'ennesimo partito personale e patriarcale”.

"Dopo le politiche 2022 - spiega Evi - qualcosa ha scatenato un corto circuito quasi indecifrabile. Improvvisamente i vecchi dirigenti hanno iniziato a fare muro contro di me, e questo perché avevo idee diverse e pretendevo, da coportavoce nazionale, di essere a conoscenza, ad esempio, delle decisioni politiche sulle liste, sulle alleanze e sulle strategie della campagna elettorale.

I Verdi dopo una lunga assenza, tornano in Parlamento con una senatrice e sei tra deputate e deputati. Tra questi ultimi anche la sottoscritta. Da questo momento, quando ho espresso posizioni o visioni non allineate a quelle della dirigenza durante le riunioni della Direzione Nazionale e pubblicamente, sono stata accusata di ingratitudine nei confronti della famiglia verde che mi aveva accolta e offerto uno scranno in Parlamento”. “Dunque, nel corso di questo ultimo anno, la mia figura è stata sempre più oscurata e così, di fatto, è stato annullato il ruolo della Co-portavoce femminile del partito, sul piano politico e comunicativo”. 

Arriva subito la replica di Bonelli. "Sono dispiaciuto, quella di Eleonora Evi è una accusa assolutamente falsa", dice il portavoce di Europa Verde, che spiega: “Nel nostro statuto vige la più ferrea parità di genere: abbiamo trecento eletti, in parlamento e nei territori, in piccola maggioranza donne. Quelle di Evi sono perciò accuse assolutamente prive di fondamento". Il deputato di Avs spiega che, alla base delle dimissioni, "c'è stata una divergenza politica che riguardava il proseguo dell'esperienza di Alleanza verdi e sinistra. Lei non voleva, la direzione ha votato a favore del cammino comune e in un partito in cui vige democrazia interna si rispettano le decisioni della maggioranza". Per quanto riguarda l'accusa di far valere una logica patriarcale interna, Bonelli sottolinea: "E' una accusa molto forte, sono il meno adatto a parlare. Ma abbiamo la nostra capogruppo alla Camera, Luana Zanella e tante altre donne anche nel Parlamento europeo, come Benedetta Scuderi". 

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