Giovedì 11 Aprile 2024

De Luca insulta Meloni: “Lavora tu, str...”. Cosa è successo: il botta e risposta

Volano gli stracci tra la premier e il governatore della Campania, oggi a Roma per manifestare contro l’autonomia differenziata. La premier aveva detto: “Se invece di fare le manifestazioni ci si mettesse a lavorare...”. Fratelli d’Italia insorge: intervenga Schlein

Roma, 16 febbraio 2024 – Volano gli stracci sull’autonomia differenziata tra De Luca e Meloni, con il governatore della Campania che usa persino il turpiloquio, definendo la premier una “str...”. 

L’ira del presidente della Regione esplode dopo il discorso della presidente Consiglio alla firma con la Regione Calabria dell’accordo per lo sviluppo e la coesione.

Queste le parole di Meloni: “Devo ringraziare i presidenti di regione” sul lavoro sui fondi di coesione: “Tutti hanno capito il senso di quello che stiamo facendo, c'è stata una enorme collaborazione, tutti sono collaborativi salvo uno (il riferimento nemmeno troppo implicito è proprio a De Luca, ndr). Rispetto per carità, neanche mi stupisce troppo, se si va a guardare il ciclo di programmazione 2014-2020 risulta speso il 24% della spesa, se invece di fare le manifestazioni ci si mettesse a lavorare forse si potrebbe ottenere qualche risultato in più”.

Vincenzo De Luca e Giorgia Meloni
Vincenzo De Luca e Giorgia Meloni

Apriti cielo. "Lavora tu, str... Per lavorare ci servono i soldi. È tollerabile questo atteggiamento con centinaia di sindaci che non hanno i soldi per l'ordinaria amministrazione?”, ha subito replicato il governatore della Campania ai giornalisti che in Transatlantico alla Camera gli chiedevano un commento alle parole della premier, immortalato da telecamere nascoste. 

Cos’è successo, il botta e risposta

Il governatore, oggi a Roma per manifestare con centinaia di sindaci contro l'autonomia differenziata e per lo sblocco dei Fondi di Sviluppo e Coesione, prima di salire sul palco in Piazza Santi Apostoli, ha lanciato le prime frecciate alla premier. "Se Meloni pensa che la dignità del Sud sia in vendita si sbaglia, la manifestazione di oggi serve a ricordare alla presidente del consiglio e a tutto il governo che la dignità del Sud non è in vendita. Quindi chieda scusa perché sta bloccando risorse essenziali per creare lavoro”, ha detto il governatore campano.

De Luca e centinaia di sindaci del Sud si sono spostati verso il ministero per gli Affari Europei, il Sud, a Largo Chigi, per chiedere che una delegazione fosse ricevuta da un capo di gabinetto del dicastero. Ma davanti all'ingresso hanno trovato un cordone di agenti di polizia che li ha bloccati facendo salire la tensione, con spintoni e ressa di telecamere. Dopo oltre mezz'ora di attesa, De Luca e i sindaci hanno cambiato obiettivo: Palazzo Chigi. Ma anche l'ingresso su piazza Colonna, presidiato dalla Celere è risultato invalicabile. Dai manifestanti, che hanno bloccato la circolazione su via del Corso, si è alzato il grido "fascisti, fascisti" ed è stata intonata "Bella ciao". Solo De Luca è riuscito a fatica a superare il cordone di agenti di polizia e a dirigersi verso la sede del governo chiusa precedentemente per questioni di sicurezza. Intanto, la premier in Calabria, informata delle tensioni davanti a Palazzo Chigi, ha commentato con i giornalisti: "Se si lavorasse invece di fare le manifestazioni si potrebbe ottenere qualche risultato in più. Tutti i presidenti di Regione hanno capito il senso di quello che stiamo facendo. Tutti sono collaborativi tranne uno, ma nemmeno mi stupisce troppo". Non si è fatta attendere la risposta del presidente campano, alla fine entrato in un palazzo delle istituzioni, Montecitorio. Conversando con i cronisti, che gli riferivano il commento della premier ha definito Meloni "una str... Per lavorare ci servono i soldi. È tollerabile questo atteggiamento con centinaia di sindaci che non hanno i soldi per l'ordinaria amministrazione? Lavora tu, str...", ha detto prima di uscire dalla Camera dei deputati e dirigersi verso la Prefettura dove è stato ricevuto dal prefetto di Roma, Lamberto Giannini. 

Fratelli d’Italia: Schlein intervenga su De Luca

Le reazioni sulle parole di De Luca rivolte alla premier non si fanno attendere. Da Fratelli d’Italia si levano le prime condanne, a partire da quelle di Raffaele Speranzon, vice capogruppo vicario di Fratelli d'Italia al Senato, che stigmatizza la “mancanza di rispetto che va oltre il legittimo dissenso politico”. A lui si uniscono, Salvatore Deidda e Imma Vietri, deputati, Michele Schiano Di Visconti, deputato e coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia a Napoli, il Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Galeazzo Bignami. “De Luca questa volta ha davvero superato ogni limite dicibile ed indicibile – tuona Gimmi Cangiano, parlamentare campano di Fratelli d'Italia – appellando il Premier Gorgia Meloni con termini ed epiteti irripetibili per quanto volgari. Dal ridicolo è sfociato nel penale”. Tutti sollecitano una presa di posizione di Elly Schlein, segretaria del Pd, a sanzionare l’esponente del suo partito, il governatore De Luca. E’ noto a tutti, peraltro, che i rapporti tra i due non brillano.

Critiche a De Luca arrivano anche da Forza Italia, con il portavoce Raffaele Nevi, che invita il governatore alle scuse, e chiede una presa di distanza del Partito democratico.

Fuori dalla maggioranza, Matteo Renzi ammonisce: “Ho l'impressione che Vincenzo sia vittima del suo personaggio quindi debba alzare i toni. Sbaglia profondamente”.