Dagli operai dell’Italsider ai Cobas in corteo contro le quote latte

Proteste sotto i riflettori a Sanremo: operai, disoccupati e attivisti hanno interrotto il Festival nel corso degli anni per denunciare la difficile situazione del lavoro in Italia.

Dagli operai dell’Italsider ai Cobas in corteo contro le quote latte

Dagli operai dell’Italsider ai Cobas in corteo contro le quote latte

Sul palcoscenico più famoso d’Italia, le proteste corrono veloci sotto i riflettori di Sanremo.

I primi a fare irruzione al Festival furono gli operai dell’Italsider di Genova nel 1984. Soffiavano venti di chiusura e una delegazione di operai andò a protestare fuori dall’Ariston: Pippo Baudo andò a parlare con loro e fece salire sul palco sei operai che spiegarono agli italiani cosa stava accadendo.

Nel 1995, ci fu il caso del disoccupato che minacciò il (finto) suicidio all’Ariston. Il 47enne Pino Pagano voleva buttarsi dalla balconata in preda alla disperazione. Quel che seguì è storia: Baudo andò a parlargli, lo abbracciò e lo portò con sé sul palco.

Caso risolto? Assolutamente no. Il disoccupato, come documentò ‘Striscia la Notizia’, non fu mai aiutato a trovare un posto di lavoro e addirittura il tg satirico di Ricci ipotizzò, analizzando i fotogrammi di quei drammatici istanti, che si trattò soltanto di una bufala per alzare gli ascolti.

Due i casi scoppiati durante le conduzioni di Fabio Fazio: nel 2000, davanti all’Ariston sfilarono i Cobas con la mucca Ercolina, simbolo della protesta che in quei mesi infuocava in tutta Italia per le le quote latte imposte dall’Europa.

Anni dopo, era il 2014 e al timone c’era ancora Fazio, il Festival venne interrotto dalla protesta di due disoccupati campani arrivati dalla Terra dei Fuochi. Salirono sulla balaustra del teatro e minacciarono di buttarsi di sotto per fare conoscere agli italiani la difficile situazione del lavoro in Campania.