Lunedì 17 Giugno 2024
FRANCESCO GHIDETTI
Politica

Crisi di governo, Casini si smarca: "Non voterò Bonafede"

L’ex presidente della Camera: "Troppi abusi sulle intercettazioni. È sicuro che non si andrà alle urne, il Paese non lo capirebbe"

Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera dal 2001 al 2006 (Ansa)

Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera dal 2001 al 2006 (Ansa)

"No. La gente non ha capito e non capisce". Scuote la testa Pier Ferdinando Casini dal suo studio nella casa di Bologna. Il suo tavolo è ingombro di carte e di penne. Il senatore scarabocchia un foglio.

Presidente Casini, che fa, conta i favorevoli e contrari all’esecutivo Conte? ( sorride appena ). "C’è poco da scherzare. Ma come si fa a pensare che i cittadini siano sereni con una crisi di governo quando i problemi sono ben altri? La pandemia, il lavoro... e l’elenco potrebbe essere ancor più lungo".

Ma se dovesse incontrare un amico e dovesse spiegargli... "La fermo subito. Non gli racconterei che cosa è successo ora, ma del futuro del nostro Paese".

Mica facile. "Le idee di Alcide De Gasperi sono una buona base di partenza. Cito le prime tre: sovranismo europeo; multilateralismo; scelta atlantica. E ora che alla Casa Bianca c’è Joe Biden possiamo sperare nel meglio. Certo, sono idee da aggiornare. Ma restano i fondamenti del nostro sviluppo democratico".

Però questo teatrino lascia l’amaro in bocca. "Peggio. Non è comprensibile. Mi chiede se è un problema di classe dirigente o di ceto politico. Beh, non spetta a me rispondere. Io sono entrato in politica quando c’erano giganti come Saragat, Berlinguer, Andreotti, Fanfani. Posso solo constatare che la politica non va peggio di altre cose. La politica è come sono questi tempi".

Tempi che porterebbero a un voto anticipato? "Ma figuriamoci. Nessuno vuole davvero andare alle urne prima della fine della legislatura. Di più: l’Italia non lo vuole e chi le auspica nel mondo politico in realtà non ha nemmeno lontanamente voglia di farle. È un teatro che serve solo tatticamente per creare paura e accelerare la soluzione".

Verso Renzi e Italia Viva c’è molto malumore, per usare un’espressione gentile. .. "Italia Viva ha premuto troppo sull’acceleratore, non vi è dubbio alcuno. E sono finiti fuoristrada. Ma oggi non deve prevalere un infantilismo nel segno opposto: basta con tutte queste ordalie anti-renziane. Bisogna rimboccarsi le maniche e rifare i conti con Matteo e i suoi. So già l’obiezione: Conte e Renzi si detestano. Sapete che cosa vi dico? Pazienza. la storia, non solo italiana, è piena di politici che si detestavano ma governavano, e bene, insieme".

E lei, senatore, che idee ha? "Io sostengo il governo. Non faccio giochetti. Quando ho lasciato Berlusconi ho affrontato le mie responsabilità da solo, senza sotterfugi. E così farò adesso. Del resto, mi hanno eletto i bolognesi. E i miei concittadini non vogliono crisi".

Parlerà Bonafede sulla giustizia... "Lo ascolterò con attenzione, ma escludo di poter votare a favore. Sulla giustizia l’esecutivo non si è mosso. Aspettiamo ancora la Commissione tecnica sulla prescrizione che aveva promesso il presidente Conte, per non parlare delle intercettazioni i cui abusi continuano a piene mani e della vicenda non chiarita della rivolta nelle carceri. No, per quanto mi sforzi di essere generoso non potrò certo votare a favore".