Candidarsi o no, da qui passa l’idea di partito

Elly Schlein è indecisa sulla sua candidatura alle Europee e questo potrebbe mettere a rischio la sua leadership nel Pd. Inoltre, il suo rapporto con il Movimento 5 Stelle è enigmatico. Deve decidere se puntare sulla coalizione o sulla leadership per ottenere consensi.

Castellani

Prova di leadership o unità di partito? Questa sembra essere la domanda che oggi Elly Schlein non riesce a rispondere. L’annuncio della candidatura alle Europee sembrava imminente qualche settimana fa, ma la segretaria continua a prendere tempo. Non è detto che questa strategia di temporeggiare possa dare frutti migliori. L’indecisione non è quasi mai premiata in politica. Candidarsi in prima persona significa rischiare, andare alla conta sul proprio nome, ma vuol dire anche poter parlare ad una platea potenzialmente più ampia e porsi come principale esponente dell’opposizione. Sarebbe lei a sfidare Meloni nei confronti elettorali. Ciò varrebbe a maggior ragione la pena visto che nel partito gli scontenti di Schlein ci sono a prescindere ed un risultato modesto del Pd, candidatura o meno, potrebbe mettere in ogni caso a repentaglio la segreteria. Questo nodo irrisolto si accompagna all’enigmatico rapporto con il Movimento 5 Stelle. Conte ha costruito una posizione politica chiara e spregiudicata, si pensi in particolare alla politica estera ed europea, che sfida apertamente Schlein per la leadership del centrosinistra e mette in difficoltà il Pd. Anche su questo tema la segretaria appare troppo indecisa. Le elezioni europee si votano con un sistema proporzionale e ciò significa che anche gli alleati sono concorrenti. Cincischiare sulla alleanza Pd-5 Stelle non ha senso in questa fase, c’è da posizionarsi e prendere consensi. Schlein deve capire a quale modello guardare: quello partitico e di coalizione dove prevale un federatore o quello della leadership che si impone per forza comunicativa e consenso. Nel primo caso rischia di durare di più ma anche che emergano nel tempo federatori più capaci di unire le varie componenti del centrosinistra, nel secondo si tratta di fare un azzardo che se riuscisse la proietterebbe alla testa del centrosinistra, imponendosi nel lungo periodo anche su Conte.