Lunedì 20 Maggio 2024

La parola del giorno: “underdog”

L'articolo analizza l'evoluzione del termine "underdog" da indicare una persona svantaggiata a simboleggiare il successo contro le aspettative, con esempi politici e sociali.

UNDERDOG

UNDERDOG

Come spesso accade, una parola nasce con un significato per assumerne poi nel tempo un altro, se non completamente diverso almeno in parte ampliato.

E’ il caso di “underdog“, un termine inglese che in origine indicava essenzialmente un atleta o una squadra sfavoriti in una competizione sportiva e di conseguenza nei pronostici. Un concetto che si è esteso ai risultati politici ed elettorali.

Insomma, l’underdog è un appartenente alla categoria dei “perdenti“, persino degli sfigati, che per imporsi che deve stravolgere le previsioni. Ed è in questa accezioneche il neologismo è stato sdoganato di recente anche dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando della sua ascesa ai vertici dello Stato.

Ecco allora che dal significare una persona svantaggiata e sconfitta in partenza, underdog diventa una parola con accezione positiva, a sottolinea come sia possibile di fronte a capacità personali, determinazione e particolari congiunture storiche ribaltare le aspettative e premiare chi parta dalle retro file.

In questo senso entra nell’uso comune in riferimento al concetto di inclusività, quale esempio di comportamenti e di risultati, capaci di produrre cambiamenti sociali e di sconfiggere preconcetti e pregiudizi. Essere underdog è sempre più simili a una dichiarazione di riscatto e di orgoglio, di chi ce l’ha fatta a dispetto della griglia di partenza.

A cura di Olga Mugnaini