Giovedì 16 Maggio 2024

Stipendi troppo bassi. I laureati sono in fuga

Il nostro paese è ultimo in Europa per la presenza di under 35. Il rapporto ’Giovani 2024’ denuncia il problema del precariato

Stipendi troppo bassi. I laureati  sono in fuga

Stipendi troppo bassi. I laureati sono in fuga

L’Italia ha perso in venti anni oltre un quinto dei giovani, diventando ultima in Europa per la presenza di under 35. È uno dei dati più eclatanti contenuto nel rapporto ’Giovani 2024: Bilancio di una Generazione’ sulla condizione giovanile in Italia, presentato dal Consiglio Nazionale dei Giovani e l’Agenzia Italiana per la Gioventù. L’Italia si confronta con una sfida demografica di vasta portata, evidenziata da un calo significativo nella sua popolazione giovane. Negli ultimi due decenni, abbiamo assistito a una riduzione di quasi 3,5 milioni di giovani under 35, con un tasso di decremento di circa il 21%. Questo fenomeno ha colpito particolarmente il segmento femminile, con una diminuzione di quasi il 23% contro il quasi 20% maschile. Più contenuto nei numeri, ma non meno allarmante, è il fenomeno della cosiddetta “fuga di cervelli“ che si manifesta in modo preoccupante, con quasi 18 mila giovani laureati che hanno optato per l’espatrio nel 2021, un aumento del 281% rispetto al 2011. Questo scenario si accompagna a una crescente instabilità nel mercato del lavoro, dove il precariato coinvolge il 41% degli under 35, evidenziando una condizione di incertezza e discontinuità lavorativa che affligge in modo particolare i più giovani.

Le basse retribuzioni dei giovani nel settore privato rappresentano un grosso problema. Nel corso del 2022, la retribuzione lorda media annua dei giovani dipendenti del settore privato (15-34 anni) si è fermata a 15.616 euro, rispetto ai 22.839 euro complessivamente rilevati nel settore. I giovani con contratti stabili percepiscono in media 20.431 euro, mentre coloro con contratti a termine e stagionali guadagnano rispettivamente 9.038 euro e 6.433 euro. "La riduzione demografica, l’instabilità lavorativa, le difficoltà reddituali, le disuguaglianze territoriali e di genere delineano uno scenario complesso che richiede un intervento strutturato - sottolinea Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani - È necessario un impegno collettivo per promuovere l’inserimento lavorativo oltre all’equità sociale e di genere".

A cura di Maurizio Costanzo