Sabato 15 Giugno 2024

Stefano pronto per i mondiali: "Creo robot e spero nel futuro"

A 18 anni con i compagni rappresenterà l’Italia alla ’Robocup Junior’ di Eindhoven

Stefano pronto per i mondiali: "Creo robot e spero nel futuro"

Stefano pronto per i mondiali: "Creo robot e spero nel futuro"

Con la pandemia ognuno di noi ha sperimentato, sofferto, la mancanza di una prospettiva, di un futuro prossimo e tangibile. É proprio in questi momenti che c’è bisogno di un’ ancora, qualcosa a cui aggrapparsi per non andare alla deriva e per mia fortuna, nel mare mosso di quei giorni trovai la mia: la robotica.

Sono Stefano Rocchi, uno studente di elettronica del ’Polo Tecnologico Manetti Porciatti’ di Grosseto e da anni competo nel circuito ’RoboCup Junior’ insieme ad altri ragazzi e ragazze della mia scuola. Quando mancava un futuro e sentivo il peso delle giornate interminabili, pensavo solo a quel piccolo robot in grado di seguire una linea nera autonomamente, a quali percorsi fargli fare e a quali strategie attuare. In lui stavo costruendo una via di fuga dalle paure di quei mesi, quando ancora non sapevo che ci avrebbe condotto fino ai campionati europei in Portogallo, nel 2022, per la mia prima gara internazionale in una categoria che simula il recupero delle vittime in situazioni di disastro. Da quell’anno la robotica non fu più solo un’ancora, ma colonna portante del mio percorso formativo e di crescita personale.

Sono sicuro che questo non riguardi solo me, ma anche tutti e 400 studenti che dal 2011 hanno partecipato a questo progetto scolastico. E proprio per la sua importanza, quando

vacilla, fa male. Sono due anni di seguito che vinciamo il titolo nazionale nella categoria Soccer Open: una gara dove squadre da due robot ciascuno si sfidano in una partita di calcio. Fischio di inizio e i “calciatori” si avventano su una pallina arancione, cercando di strapparla agli avversari senza uscire dal campo e sparandola nella porta avversaria. Potrei passare le ore a descrivere come elaboriamo la visione della telecamera, come abbiamo costruito l’elettromagnete o perché abbiamo scelto proprio quel materiale per quel pezzo, ma noi siamo campioni solo per un giorno. Perché appena vinta una gara nazionale i bei pensieri vengono minati ogni anno dallo stesso tarlo: “Con quali soldi andremo?”. Il 17 luglio ad Eindhoven si svolgeranno i campionati mondiali di questa sfida e noi siamo chiamati a rappresentare l’Italia ancora una volta, eppure ancora una volta, fino all’ultimo non sappiamo cosa succederà. Ci saranno abbastanza fondi per il viaggio? Quanti sponsor rinnoveranno il loro contributo? Fino ad arrivare alla domanda piú temuta: riusciremo a mandare tutti i componenti del team o qualcuno rimarrá a casa? È snervante essere campioni solo per un giorno.