Parola di Crusca: “Stato”

Lo stato, originariamente chiamato "res publica" dai Romani, ha cambiato significato nel corso dei secoli

STATO
STATO

‘Stato’ è una parola latina, ma i Romani non lo avrebbero mai chiamato così: per riferirsi all’organizzazione politica e amministrativa usavano infatti l’espressione ’res publica’, la ’cosa pubblica’. Le parole cambiano di significato: ’Res pubblica’ è diventata la ’repubblica’, mentre all’inizio poteva anche essere una monarchia, e lo ’stato’ ha fatto un bel cammino.

All’origine abbiamo il verbo latino ’stare’, che continua nell’identico verbo italiano. Si ’sta’ in un posto, nel senso che si è lì. Lo ’stato’ sociale di una persona è il suo essere in una certa posizione, nobile, ricco, povero. Lo ’stato’ di un oggetto è la sua condizione: buono, cattivo stato. ’Stare’ vale come ’essere in una condizione’, ma di qui si è sviluppato il concetto molto più ampio di ’Stato’ come "luogo della comunità in cui sono collocati tutti i cittadini". Una prima traccia del nuovo significato che va formandosi si coglie in Dante, Inf. XXVII: "E quella (terra) cu’ il Savio bagna il fianco… Tra tirannia si vive e stato franco".

La parola si afferma poi stabilmente dal Cinquecento, e gli esempi si ricavano da autori che hanno scritto di politica, come Guicciardini e Machiavelli. Basta leggere l’inizio del De principatibus, il celebre Principe: "Tutti gli stati, tutti e’ dominii che hanno avuto e hanno imperio sopra gli uomini, sono stati e sono o republiche o principati".

*Presidente Onorario dell’Accademia della Crusca