Lunedì 17 Giugno 2024

Sbagliando s’impara... sempre: "Perdere fa parte della vita"

L’attore Andrea Muzzi esorta i ragazzi a non avere paura delle sconfitte

Sbagliando s’impara... sempre: "Perdere fa parte della vita"

Sbagliando s’impara... sempre: "Perdere fa parte della vita"

"Ai giovani dico: non abbiate paura di sbagliare. Dai fallimenti non solo si impara molto, ma aiutano anche a crescere, a diventare persone migliori". Un messaggio che Andrea Muzzi ha messo nero su bianco in un libro, sfizioso, esilarante e irresistibile nella sua unicità, tutto dedicato a ’I fuoriclasse della sconfitta’ (Edizioni Sarnus). L’attore comico toscano non è nuovo all’argomento: il suo spettacolo ha ottenuto un grande successo e il suo film ’All’alba perderò? ha superato le 4 milioni di visualizzazioni sulle piattaforme di streaming.

Andrea, perché scrivere un libro sui fuoriclasse della sconfitta?

"Perché nella storia dell’uomo tanti passi avanti sono stati fatti da chi ha perso. Le grandi scoperte sono nate sempre da errori e da un fallimento. Invece fin da piccoli ci fanno credere che conti solo vincere, a scuola come nello sport o al lavoro regna la competizione, non viene contemplata la sconfitta. Odiamo perdere, ma se dovessimo sempre vincere non troveremmo stimoli nel giocare ancora.".

Come fare a sconfiggere il mito del vincente a tutti i costi?

"Io comincerei dalle piazze, che al centro hanno sempre le statue dei ‘grandi’ della storia. Le nostre strade andrebbero invece intitolate ai grandi perdenti che ci insegnano a fare tesoro dell’insuccesso, a rialzarci e ripartire qualunque cosa accada".

Quali storie hai raccolto nel libro?

"Sono storie tutte da scoprire: ad esempio c’è quella di Taki Inoue, l’unico pilota di Formula 1 ad aver tamponato la safety car durante un gran premio. Del pugile Clifford Etienne che andò a tappeto dopo appena 49 secondi; dello sciatore venezuelano Adrian Solano che gareggiò ai mondiali del 1997 in Finlandia cadendo in 4 minuti ben 37 volte".

Nel libro parli anche di te. "Già. Da piccolo ai miei avevo chiesto un cane, ma mia mamma mi comprò una capretta nana. E così invece di andare a scuola la portavo in un boschetto. Risultato? Fui l’unico bambino della provincia di Grosseto a essere bocciato in prima elementare. Finii anche sul giornale con una grande foto col fioccone! Da allora la capretta rimase nel recinto e io iniziai a riempire i quaderni appassionandomi alla scrittura"

Insomma, perdere sì ma arrendersi mai.

"Esatto, si procede sempre per tentativi. E lo sapeva bene Enzo Ferrari, che aveva creato un armadietto degli errori in una teca di vetro".

A cura di Maurizio Costanzo