Mercoledì 22 Maggio 2024

Prevenzione ed educazione servono più delle punizioni

La scrittrice e formatrice Federica Benassi invita ad ascoltare gli studenti

Prevenzione ed educazione servono più delle punizioni

Prevenzione ed educazione servono più delle punizioni

Maggiore peso del voto in condotta, maxi-multe a chi aggredisce il personale scolastico, attività di cittadinanza solidale durante le sospensioni. Sono alcuni cambiamenti che introdurrà nelle scuole il ddl Valditara. L’obiettivo è "responsabilizzare i giovani", ma è davvero così? Lo chiediamo a Federica Benassi, esperta di comunicazione in famiglia da 28 anni, speaker e formatrice per insegnanti e genitori, autrice di libri e imprenditrice.

"Il problema principale non è la scuola, ma gli insegnanti che non valorizzano i talenti. In generale, pensano ai voti e a finire il programma e non si soffermano sul valore dell’alunno, sulle sue emozioni, non stabiliscono una relazione e non entrano in empatia con lui. Questa situazione si riflette anche in famiglia, con genitori che hanno pretese elevate perché valutano loro stessi in funzione del rendimento scolastico dei figli. Senza dimenticare che finiscono per intromettersi troppo in ciò

che avviene a scuola".

Il voto in condotta, è lo strumento giusto per contrastare i fenomeni di violenza?

"Dei provvedimenti vanno assolutamente presi, ma il voto in condotta e lo spauracchio della bocciatura non sono la soluzione perchè non risolvono eventuali problematiche comportamentali dei ragazzi. É fondamentale, invece, investire sulla prevenzione e sull’educazione emotiva, coinvolgendo anche insegnanti e genitori formandoli sulla psicologia dell’adolescente, così come prevedere la figura di un counselor che faccia da tramite tra scuola e famiglia. L’ambiente scolastico deve essere positivo non oppositivo, è necessario credere nei ragazzi, dargli degli stimoli, migliorarne l’autostima. E il voto in condotta fa l’esatto contrario".

Le maxi-multe, invece?

"Anche in questo caso si deve intervenire, perchè la situazione sta davvero degenerando. È presto per dire se le multe sono lo strumento giusto per farlo e ci sono molti fattori da valutare, come, ad esempio, famiglie con difficoltà economiche o ragazzi maggiorenni. Alla base c’è sempre un problema educativo della famiglia

ed è lì che bisogna intervenire".

Impegnare i ragazzi durante le sospensioni in attività di approfondimento o di cittadinanza solidale. Che ne pensa?

"Questa è una cosa intelligente, lasciando uno studente a casa non c’è un vero recupero. Credo però che sarebbe giusto coinvolgerli in attività collegate alla scuola".

A cura di Marina Santin