Parola di Crusca

Lavoro. Un termine che dall’articolo 1 della Costituzione a oggi ha avuto una necessaria evoluzione alla luce della trasformazione della...

Parola  di Crusca

Parola di Crusca

Lavoro. Un termine che dall’articolo 1 della Costituzione a oggi ha avuto una necessaria evoluzione alla luce della trasformazione della società. Un termine che è parte integrante della nostra quotidianità e che ha declinazioni infinite alla luce anche delle nuove tecnologie e delle nuove modalità con cui lo stesso lavoro viene svolto.

E l’Accademia della Crusca non poteva non registrare le nuove istanze, a cominciare da quelle di genere. II crescente ingresso delle donne nelle diverse professioni ha comportato infatti l’uso di ’nuove’ forme, aprendo nuovi interrogativi e ulteriori richieste di chiarimenti. Sempre più spesso si usa infatti avvocata, architetta, ministra, sindaca, assessora.

La stessa Accademia ha recentemente risposto a un quesito sulla parità di genere negli atti giudiziari posto dal Comitato Pari opportunità del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione, indicando queste regole o raccomandazioni: evitare in maniera assoluta il maschile singolare perché a torto considerato non marcato (da alcuni definito inclusivo o, meno correttamente, neutro); evitare l’articolo determinativo prima dei cognomi femminili, perché genera un’asimmetria con quelli maschili; accordare il genere degli aggettivi con quello dei nomi che sono in maggioranza o più vicini all’aggettivo; usare il genere femminile per i titoli professionali che sono riferiti a donne.