Parola di Crusca

L’innovazione tecnologica, che condiziona sempre di più la nostra vita quotidiana, invade anche la sfera dei diritti. Continuamente, ad esempio...

Parola  di Crusca
Parola di Crusca

L’innovazione tecnologica, che condiziona sempre di più la nostra vita quotidiana, invade anche la sfera dei diritti. Continuamente, ad esempio dobbiamo fare i conti con gli algoritmi, che regolano i sistemi informatici, tanto da far entrare nell’uso frequente la parola ’Algocrazia’.

Lo registra anche l’Accademia della Crusca che, già in una scheda di qua che anno fa spiegava: "Il concetto è stato teorizzato per la prima volta da A. Aneesh, docente di sociologia all’Università del Wisconsin-Milwaukee e la nascita della voce algocracy viene fatta risalire al 2006, data in cui viene pubblicato il suo libro Virtual Migration.

Tanto la forma inglese che il calco italiano algocrazia, originariamente, facevano riferimento all’effetto che le tecnologie informatiche hanno sull’evoluzione del lavoro; il termine si è poi esteso a indicare più genericamente l’importanza degli algoritmi nella società, talmente in crescita da suscitare motivate preoccupazioni".

"Le prime attestazioni di algocrazia in italiano – dicono dall’Accademia della Crusca – si hanno a partire dal 2013 ma è solo nel 2018 che il termine inizia ad affermarsi, facendo il suo ingresso anche nella stampa quotidiana. Oggi, tuttavia, la voce è ancora poco conosciuta, come dimostra il numero molto basso di attestazioni in rete e nei testi a stampa".

A cura di Olga Mugnaini