Martedì 11 Giugno 2024

La parola del giorno: “Parità di genere”

L'Agenda 2030 dell'Onu pone la parità di genere come obiettivo fondamentale, ma l'Italia è in ritardo nel raggiungerlo, secondo il Rapporto ASviS 2023

PARITÀ. DI GENERE

PARITÀ. DI GENERE

Quanto ci sia davvero da lavorare per raggiungere la parità di genere lo dimostra il calendario. L’Onu ha messo questo impegno come 5° obiettivo dell’Agenda 2030.

Per quella data i 193 Paesi Membri e l’assemblea delle Nazioni Unite si prefiggono di ottenere risultati concreti per una reale uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile. Per cercare di raggiungere una condizione egualitaria tra uomo e donna e per cercare di annullare il gender gap, sono stati fissati precisi step, che comprendono la distribuzione delle pari opportunità lavorative, all’abolizione di pratiche violente nei confronti di donne, ragazze o bambine e all’uguaglianza di diritti a tutti i livelli di partecipazione.

La parità di genere non è considerata solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace.

Il 2030 sembra lontano, ma non è così. La stessa Italia è già in ritardo sull’obiettivo 5 dell’Agenda Onu. Secondo il Rapporto ASviS 2023 (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), i progressi che sono stati fatti negli ultimi 7 anni risultano limitati e non sufficienti per i risultati da raggoiungere. Il nostro Paese si trova infatti al 79° posto di una graduatoria di 146 Paesi Membri, una posizione che vede la nostra Penisola regredita di 16 posizioni rispetto all’anno 2022.

A cura di Olga Mugnaini