Venerdì 19 Aprile 2024

Monopattino, dove lo lasci fa la differenza

Abbandonato sul marciapiede può essere pericoloso, i consigli dell’Unione Italiana Ciechi di Milano

Monopattino, dove lo lasci fa la differenza

Monopattino, dove lo lasci fa la differenza

L a micromobilità elettrica ha cambiato il modo di vivere le nostre città, ma oltre al rispetto del Codice Della Strada durante il loro utilizzo occorre non dimenticare la buona educazione quando si parcheggiano monopattini ed e-bike, specie se si è usufruito dei servizi a noleggio con lo sharing. Abbandonarli dove capita, magari di fronte alla fermata dall’autobus può infatti creare seri problemi alle persone che hanno una mobilità ridotta: bambini, anziani e soprattutto disabilitò visive e motorie. A Milano l’azienda Lime, operatore della micromobilità elettrica condivisa, insieme alla sezione cittadina dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha stilato un vademecum per ricordare come vanno parcheggiati monopattini ed e-bike dopo il loro utilizzo. La prima regola da tenere bene a mente è che il marciapiede è di tutti, ma non dei veicoli, abbandonare oggetti che possono trasformarsi in ostacoli e intralciare la corretta viabilità oltre che un atto di maleducazione nei confronti di tutti può trasformarsi in un comportamento pericoloso per le persone non vedenti o ipovedenti.

Per questo bisognerebbe sempre evitare di abbandonare biciclette o monopattini sui marciapiedi. Lo stesso discorso vale per i muri che andrebbero lasciati liberi per lo stesso motivo. I muri degli edifici infatti sono una guida per chi affetto da un deficit visivo deve orientarsi in città. Una bicicletta appoggiata a un muro oltre a intralciare lo spazio di passaggio può trasformarsi in un ostacolo insidioso o addirittura cadere addosso a una persona disabile. Passeggiando in città vi sarà capitato camminando lungo il marciapiede o attraversando una piazza di imbattervi in superfici dotate di rilievi, si tratta di percorsi tattili secondo il sistema Loges (Linea di Orientamento Guida e Sicurezza) disegnate per guidare in maniera sicura ciechi e ipovedenti durante i loro spostamenti. Parcheggiare un mezzo di micromobilità in prossimità di questi percorsi significa creare gravi problemi costringendo le persone a rallentare o perdere l’orientamento.

Da evitare assolutamente l’abbandono di monopattini e biciclette in prossimità dei semafori pedonali o addirittura appoggiarli, intralciando il passaggio delle persone ipovedenti che non possono utilizzare il tasto di chiamata per poter attraversare la strada in sicurezza. Infine è tassativamente da evitare l’abbandono dei mezzi di micromobilità elettrica in prossimità delle scale della metro o in prossimità delle pensiline di autobus e tram. Oltre a impedire il passaggio infatti potrebbero causare rovinose cadute o, se urtati, finire addosso ad altre persone. Lo stesso discorso vale per i mezzi di micromobilità di proprietà che possono essere trasportati anche sui mezzi pubblici, in qualche caso pagando un supplemento come accade per le biciclette su alcuni treni, ma vanno collocati in maniera tale da non ostacolare il passaggio degli altri utenti, soprattutto in fase di salita e di discesa.

È bene ricordare inoltre che all’interno delle stazioni biciclette e monopattini non possono essere utilizzati e vanno spinti a mano, proprio per evitare di urtare gli altri viaggiatori in transito. Si tratta di poche regole di buonsenso che se adottate possono evitate incidenti con conseguenze anche gravi, fermo restando la responsabilità di chi provoca un danno a un altro con la propria negligenza.

A cura di Maurizio Costanzo