’London Calling’ dei Clash. La rivoluzione è senza avviso di chiamata

La canzone "London Calling" dei Clash evoca presagi di guerra e catastrofe, riflettendo una società in crisi. Il brano del 1979 invita i giovani a reagire e abbandonare l'immagine idilliaca di Londra degli anni '60 per abbracciare l'era del punk.

’London Calling’ dei Clash. La  rivoluzione è senza avviso di chiamata

’London Calling’ dei Clash. La rivoluzione è senza avviso di chiamata

Londra chiama le città sperdute.

Ora la guerra è dichiarata

e la battaglia scende.

Londra chiama gli inferi.

Uscite dall’armadio,

ragazzi e ragazze.

Londra chiama,

ora non guardateci.

Una falsa Beatlemania ha fatto

mangiare la polvere.

Londra chiama, vedi,

non abbiamo swing.

Ad eccezione dell’anello

di quel manganello.

L’era glaciale sta arrivando,

il sole si sta avvicinando.

Previsto un crollo, il grano

sta crescendo sottile.

I motori si fermano,

ma io non ho paura.

Perché Londra sta annegando,

io vivo vicino al fiume

Chiamano Londra i Clash nella loro canzone più famosa e Londra li chiama (e ci chiama) evocando presagi di guerra e di catastrofe, specchio di una società che rischia di andare in pezzi. Il brano del 1979, che dà il nome

anche al terzo album del gruppo di John Strummer, Mick Jones, Paul Simonon e Topper Headon, si presta a tante letture. A partire dal fatto che proprio le parole ’London Calling’ venivano usate nella Seconda Guerra Mondiale, per dare il via alle trasmissioni radiofoniche della BBC, anche quelle verso i paesi occupati. La canzone, che non lesina toni apocalittici, dà una scossa anche ai giovani, che invita a reagire, a scrollarsi di dosso la visione da cartolina della beatlesiana swinging London del decennio precedente, per abbracciare la nuova era del punk.