Libertà e senso del limite. Un diritto nella vita e sul web

Da Aristotele ai social network, le considerazioni di Pace, Amato e Forsini

Libertà e senso del limite. Un diritto nella vita e sul web

Libertà e senso del limite. Un diritto nella vita e sul web

La libertà, come parola, ricorre ben 29 volte nella Carta costituzionale: 13 come sostantivo, 5 come l’avverbio, 11 come aggettivo. Con essa "il Costituente allude a diritti soggettivi di cui la libertà costituisce il ‘contenuto’, con riferimento o a comportamenti materiali (muoversi, riunirsi e associarsi, manifestare il pensiero ecc.) o anche al compimento di atti giuridici (sposarsi,intraprendere iniziative economiche, ecc.)", come spiega Alessandro Pace, professore emerito di diritto costituzionale a La Sapienza di Roma.

La declinazione della libertà è un processo graduale. A partire dalla concezione aristotelica per cui è libero solo colui che sia "causa" o "principio" di se stesso, e la libertà può darsi perciò solo "incondizionata", la pressione esercitata dai poteri e le gerarchie dominanti sulla possibilità di determinarsi dell’individuo vede progressivamente crescere rivendicazioni di libertà religiosa, di parola, di stampa, di associazione e riunione. "Libertà ‘al plurale’, quindi – spiega Pace – , che si trasformeranno via via in puntuali diritti soggettivi spettanti al soggetto privato", quali si vengono affermando dal punto di vista storico e culturale: "Diritti soggettivi – continua il giurista – appartenenti come tali al più ampio genus dei diritti della persona solitamente denominati ‘diritti di libertà’".

Una libertà senza limiti riconosciuta a un singolo o una élite costituirebbe un privilegio "incompatibile con le regole del sistema democratico", stabilisce la Corte costituzionale (sentenza 148/1981). Gli ordinamenti moderni definiscono perciò un sistema di limiti. Per l’ex premier e giudice costituzionale Giuliano Amato la libertà personale esprime quindi "lo stato di libertà fisica, implicante l’assenza di coercizioni sul corpo e i suoi dirimpettai sono i poteri di arresto della polizia giudiziaria e della pubblica sicurezza, nonché quelli di cattura e di condanna (a pena detentiva) del giudice penale". La sfida del costituzionalismo del XXI° secolo, tuttavia, è "far convivere, in perfetta armonia, le libertà dell’individuo con la tecnologia", come evidenzia il giurista Tommaso Edoardo Forsini. Il che passa per la declinazione del diritto di accesso al web, il diritto alla libertà di espressione, il diritto alla privacy, il diritto all’oblio.

A cura di Cosimo Rossi