Lunedì 20 Maggio 2024

La scuola si “mangia“ la vita: "Rivoluzioniamo la didattica"

La proposta di Gabriele, 17 anni: "Ridurre i compiti a casa e copiare dall’università"

La scuola si “mangia“ la vita: "Rivoluzioniamo la didattica"

La scuola si “mangia“ la vita: "Rivoluzioniamo la didattica"

Molti studenti sperimentano ansia e malessere durante e a causa della scuola. Ma da dove arriva l’ansia? Uno dei fattori è la difficoltà di bilanciare il tempo dedicato allo studio con quello utilizzato per avere una vita privata soddisfacente. Mediamente, una giornata scolastica di uno studente dura 6 ore, tutta la mattinata insomma, ma non è finita. A queste ore - che per molti adulti corrispondono a una normale giornata lavorativa - vanno aggiunte le ore impiegate a svolgere compiti e a prepararsi alle verifiche, attività che in molti casi toglie pomeriggi e serate intere. Siamo sottosposti anche a 6 verifiche in una settimana. Come potete immaginare, questo carico va a discapito del tempo impiegabile nello sviluppo di passioni, sport e relazioni interpersonali.

Alla luce di ciò, insieme ad altri rappresentanti d’Istituto ScuolaZoo, ci siamo chiesti cosa si potrebbe fare per raggiungere un equilibrio tra scuola e vita privata? Consultandoci tra di noi e ascoltando le esigenze dei nostri compagni abbiamo formulato tre proposte. Anzitutto chiediamo di ottenere una riduzione significativa dei compiti attraverso due rientri pomeridiani obbligatori utili a consolidare le conoscenze e a svolgere esercizi.

La nostra seconda proposta è sfruttare strumenti didattici come la “flipped classroom”, che prevede tanto lo svolgimento in classe dei compiti, col supporto dei prof, tanto lezioni tenute dagli studenti per gli studenti. Pensiamo che farsi spiegare un argomento da un proprio pari possa renderlo più interessante e coinvolgente per i ragazzi con ripercussioni positive per tutti.

All’università le lezioni di ciascuna materia durano in genere 2 ore. Alle superiori, soltanto 50 minuti, che si traducono in cambi continui tra materie e insegnanti che portano a grandi perdite di tempo. La nostra terza proposta è adottare un modello universitario porterebbe più efficienza: gli studenti sarebbero più concentrati e potrebbero usare il tempo recuperato per gli esercizi. Inoltre si avrebbe un vantaggio pratico: avendo meno materie al giorno, noi studenti avremmo anche meno libri da portare.

Crediamo che una combinazione di queste proposte possa contribuire al raggiungimento di un equilibrio tra scuola e vita privata: speriamo che qualcuno possa prendere in considerazione le nostre idee.