La mobilità oggi? A portata di App

Enrico Pagliari: "Abitudini cambiate, i giovani sono multimodali e la patente arriva più tardi"

La mobilità oggi? A portata di App
La mobilità oggi? A portata di App

Una delle differenze più evidenti tra i boomers e i ragazzi di oggi è il rapporto con la patente e l’auto. Mentre per i primi la libertà di spostarsi con l’auto era un elemento distintivo e quindi la patente andava presa il più presto possibile, per le nuove generazioni tutta questa urgenza non ha più ragione d’essere. Ne abbiamo parlato con l’ingegner ENRICO PAGLIARI, direttore Automotive ACI Progei.

Come si spiega questo cambio radicale di abitudini?

"La ragione va cercata nei grandi cambiamenti che hanno investito il mondo della mobilità. Pensiamo all’evoluzione tecnologica che ha profondamente mutato il il mondo dell’auto: oggi accanto ai veicoli tradizionali ci sono quelli elettrici, gli ibridi e anche le modalità di guida sono cambiate, si va da quella connessa a quella assistita fino a quella autonoma nei casi più evoluti. Le nuove abitudini dei ragazzi si collocano all’interno di questo cambiamento generalizzato".

Qual è l’approccio alla mobilità delle nuove generazioni?

"Direi che hanno un approccio multimodale, ovvero non sono legati tanto al mezzo quando alla meta e per raggiungerla nel più breve tempo possibile, o nel modo a loro più conveniente, alternano vettori diversi. Ci si sposta con l’aereo, in treno, in auto e anche a piedi se serve. Da questo punto di vista si può dire tranquillamente che le nuove generazioni viaggiano molto di più rispetto ai loro padri o ai loro fratelli maggiori, ma per farlo non ricorrono necessariamente all’automobile".

Un approccio più consapevole alla mobilità quindi?

"Di sicuro prediligono la multimedialità, sono perennemente connessi e utilizzano le App come strumenti per facilitare i loro spostamenti. Questo si traduce in un grande bisogno di informazioni che devono essere aggiornate in tempo reale e il più precise possibili, per consentire loro di poter scegliere e anche cambiare vettore in caso di necessità".

Quindi saper guidare l’auto non è più un simbolo di emancipazione come lo è stato, per decenni, per le generazioni precedenti?

"I ragazzi di oggi dimostrano un approccio molto disincantato a questo problema: prendono la patente quando non possono più farne a meno. Questo lo riscontriamo anche nelle osservazioni statistiche".

Se l’80% dei boomer ha preso la patente appena maggiorenne tra gli under 25, i ragazzi della Generazione Z, solo il 53% ha preso la patente a 18 anni. Anche negli altri Paesi è così o è solo un caso italiano?

"Da questo punto di vista siamo perfettamente in linea con il resto del mondo. Negli USA, dove si fanno molte più statistiche rispetto a noi, questo calo è osservato fin dalla fine degli anni ’70. Già ne 1997, ’solo“ il 43% dei sedicenni statunitensi era in possesso di una patente di guida e nel 2020 secondo i dati ufficiali del Bureau of transportation statistics, la percentuale era scesa a quota 25%. Da uno studio Aci/Istat è emerso che nel 2011 erano più di un milione le automobili intestate agli under 25 italiani, mentre nel 2021 circa 590mila, in calo del 43%".

A cura di Roberto Canali