Martedì 28 Maggio 2024

La legge non è sopra ogni cosa: "Deve rispettare le persone"

Spiega nel saggio ’Una parola di giustizia’ l’ex Ministro Cartabia: "Le regole ci tutelano"

La legge non è sopra ogni cosa: "Deve rispettare le persone"

La legge non è sopra ogni cosa: "Deve rispettare le persone"

L’articolo 54 della Costituzione, sul rispetto della legge, afferma che "tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi". L’articolo 32, con riferimento al diritto alla salute, dice invece che "la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Osservanza della legge, delle regole dell’ordinamento, e rispetto della persona umana, della sua dignità e i suoi diritti, diramano dalla medesima necessità di attenzione. Lo dice l’etimologia stessa: il latino respicio significa voltarsi indietro a guardare, con attenzione e ripetutamente, cioè osservare.

"Osservanza della legge e rispetto della persona umana". Per l’ex giudice costituzionale e ministra di giustizia Marta Cartabia sono questi i due eguali significati: "Uno sotto le mentite spoglie dell’idea di osservanza, l’altro con l’uso esplicito del termine rispetto". Non vanno però giustapposti. C’è una sequenza "che la Costituzione ci invita a percorrere – spiega la giurista nel saggio ’Una parola di Giustizia’ – Tutti i cittadini sono chiamati a osservare le leggi e le leggi son chiamate a non violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. La legge c’è e mi vincola in quanto è una legge capace di rispettare la persona umana: c’è una concatenazione".

Specie in gioventù, l’osservanza delle regole non è esente da un senso di costrizione. Rivolta alle giovani generazioni, Cartabia invita però a interrogarsi sugli effetti di una totale deregolamentazione. Se sul piano individuale può ingenerare un senso di "inconcludenza e insoddisfazione", su quello sociale prevale la legge dei più forte. "Come diceva Sant’Agostino: senza la legge, la vita sociale è una banda di ladroni – osserva l’ex Guardasigilli – C’è una convenienza umana nel seguire le regole. I più deboli soprattutto, ma in generale ciascuno di noi ha un vantaggio nel seguire delle regole". Non che non esistano "regole sciocche, troppo rigide o che hanno perso significato", nel complesso rispettarle ha una fondata razionalità. "La ragione principale non è il timore della sanzione, ma la scoperta di questa ragionevolezza", spiega Cartabia, chiosando che "ogni vera e propria regola è una regola della ragione". La trasgressione non rispetta l’uguaglianza.

A cura di Cosimo Rossi